martedì 26 giugno 2018

Il Comitato Civico Cassina diventa un gruppo autonomo


Dichiarazione al consiglio comunale del 25 giugno 2018

Conformemente con quanto stabilito dall’articolo 9, comma 4, del Regolamento del Consiglio Comunale del Comune di Cassina de’ Pecchi, i Sigg. Consiglieri Comunali Medei Sandro,
Pancaldi Federica e Tacconi Matteo, costituiscono il nuovo gruppo consiliare “Comitato Civico Cassina” nominando capogruppo il consigliere Medei Sandro.

Con questa scelta il nostro gruppo vuole dissociarsi dalla gestione amministrativa e politica attuate in questi anni dal sindaco Mandelli, il quale ha più volte violato la regola di pari dignità tra le forze politiche che hanno portato Cassina Domani al governo del paese.

Abbiamo in questi anni fatto diversi tentativi per evitare di arrivare fino a questo punto ma, ormai, la misura è colma. Non siamo più disposti ad accettare compromessi che penalizzino i nostri Consiglieri e gli elettori con i quali ci siamo impegnati a dare il massimo affinché i bisogni di Cassina de’ Pecchi venissero prima delle ideologie e dei personalismi.

Alcune scelte operate dal Sindaco, o da quegli assessori che godono della sua incondizionata fiducia, si sono rivelate molto discutibili e non condivise dai cittadini: a nulla è servito chiedere modifiche o maggiore condivisione, non siamo stati ascoltati. 

Quando si verificavano situazioni critiche nella coalizione di maggioranza, quando c’era disaccordo su alcune scelte, o divergenza di opinioni su alcuni progetti strategici, il sindaco ha sempre preferito selezionare all'interno del gruppo di maggioranza gli interlocutori che riteneva più utili a raggiungere i suoi scopi, mettendo gli altri di fronte al fatto compiuto.

Se la nostra decisione desta sorpresa o sospetti, perché presa ad un anno dalla scadenza del mandato, precisiamo che essa non fa parte di un disegno strategico che guardi alle prossime elezioni.

In questo contesto abbiamo da quasi un anno anticipato la nostra intenzione di non prendere in considerazioni future alleanze con alcuni esponenti dell’attuale coalizione, per il resto faremo le nostre valutazioni quando saranno maturi i tempi e se avremo la voglia e la forza di partecipare alla prossima tornata elettorale.

Perché prendiamo adesso questa decisione? 
Un anno fa il sindaco aveva iniziato ad occuparsi di un progetto che un operatore privato vorrebbe realizzare sull'ex area Nokia. Lo ha fatto senza coinvolgere, a priori, l’allora assessore all'Urbanistica ma lavorando in prima persona (forse insieme a qualche consigliere di sua fiducia) con l’operatore privato sul confezionamento di una proposta che, molti mesi dopo, è stata presentata alla coalizione Cassina Domani.
Di fronte alle prime perplessità Mandelli ha prima chiamato a raccolta esperti che supportassero il suo disegno e poi si è ripreso ufficialmente la delega all’Urbanistica.

Quelle mosse non furono comunque sufficienti per portare avanti un progetto, che era in palese contrasto con il PGT, senza passare attraverso la variante generale prevista dalla legge. Non furono sufficienti perché noi ci opponemmo e perché si opposero anche i consiglieri del Partito Democratico, con buona pace del loro segretario di partito.
Lasciando che tutti pensassero che la questione fosse ormai chiusa, il Sindaco ha lavorato sotto traccia, ha discusso e concordato con l’operatore privato una nuova versione del progetto, senza interpellare preventivamente tutti i suoi alleati di coalizione.
Prima ha fatto gli accordi col privato, poi ce li ha illustrati.

Non è questa la sede né il momento per discutere se la nuova proposta sia un bene o un male, adesso il tema è il metodo utilizzato da chi, per raggiungere i suoi obiettivi, non si fa scrupoli nemmeno nei confronti dei suoi alleati.

Noi riteniamo questo metodo molto grave, antidemocratico e chiaro segno della totale mancanza di fiducia e di rispetto nei nostri confronti. Questo comportamento azzera la nostra fiducia nei confronti del sindaco Mandelli.

Il Comitato Civico Cassina non riconosce un leader che evita il confronto democratico, non riconosce un leader che invece di condividere divide, non riconosce un leader che non ammette un errore nemmeno di fronte all’evidenza dei fatti.

In questi giorni ci viene chiesto se con questa separazione da Cassina Domani ci posizioniamo all’opposizione o se restiamo in maggioranza.

Quando noi abbiamo deciso di impegnarci per il nostro paese lo abbiamo fatto evitando che ci venissero attaccate le solite etichette.

Coloro che mangiano pane e politica da decenni ci definiscono pivelli della politica, noi non ci offendiamo e cerchiamo di imparare da ciò che di buono essi sono pur riusciti a fare.

Chi si oppone a questa amministrazione vorrebbe che noi ci facessimo strumento del terzo commissariamento consecutivo del nostro Comune.

Noi siamo cittadini di Cassina de’ Pecchi e anche a noi sta a cuore la cura del nostro paese, le strade ed i marciapiedi in ordine, l’illuminazione pubblica presente e funzionante in tutte le zone del nostro territorio, anche quelle più periferiche, come Villa Magri, perché tutti i cittadini hanno il diritto di recarsi in sicurezza a scuola o al posto di lavoro.

Poiché il sindaco non può essere sostituito e poiché non vogliamo mettere in ginocchio la gestione del paese, noi lo lasciamo al suo posto e non gli diamo una la scusa per nascondere il suo fallimento come leader, lo costringiamo a continuare a lavorare sorvegliando ogni sua mossa.

Stare all’opposizione, secondo i vostri cliché, si traduce nel votare contro o astenersi, a prescindere e non sui contenuti. Noi non passeremo all’opposizione perché chi oggi sta all’opposizione si era presentato con un programma amministrativo su molti aspetti in contrasto con quello con cui gli elettori ci hanno mandato su questi banchi.

Noi ci assumiamo la nostra parte di responsabilità per gli errori fatti da questa amministrazione della quale abbiamo fatto e facciamo ancora parte.

Allo stesso tempo siamo orgogliosi di avere contribuito alla realizzazione di alcune opere molto importanti per il nostro paese e siamo molto orgogliosi di avere evitato che il nostro territorio venisse fatto oggetto di un’inaccettabile e dannosa speculazione edilizia.

D’ora in avanti noi Consiglieri Comunali del Comitato Civico Cassina agiremo e ci esprimeremo in questa sede tenendo come unico riferimento il Programma Amministrativo che abbiamo scritto insieme alle altre due forze politiche con le quali abbiamo vinto le elezioni del 2014.
Voteremo a favore o contro guardando ai contenuti delle proposte e confrontandoli con gli impegni presi.

mercoledì 23 maggio 2018

Dire, fare... Nuotare


Un titolo strano per un articolo che nasce dallo sfogo, senza polemica, verso l'emergente partito dei leoni da tastiera (PLT) che si spera prima o poi decida di iscriversi a qualche competizione elettorale.

All'inizio di questo mese sono partiti i lavori di ristrutturazione della piscina comunale, lavori che erano attesi ormai da molto tempo e che, nelle intenzioni di operatori e amministrazione comunale avrebbero dovuto essere realizzati un anno fa.

Quale è il motivo del ritardo?

Per rispondere a questa domanda è necessario fare qualche passo indietro nel tempo e ricostruire il percorso complicato, e accompagnato da molte polemiche, che ci ha portato fin qui.


Nel corso della stagione sportiva 2014-2015 il presidente di Lambro Nuoto, l’associazione sportiva che ha gestito per quarant’anni l’impianto natatorio, ha evidenziato che la piscina comunale versava in condizioni molto precarie con diversi problemi dovuti alla vetustà di un impianto costruito negli anni ’70 e ristrutturato parzialmente negli anni ’90.

Nella mia funzione di assessore allo sport ho organizzato alcuni incontri di consultazione con operatori del settore, gestori, progettisti e costruttori, per verificare la fattibilità, i costi e la convenienza di un eventuale ristrutturazione rispetto alla costruzione di un nuovo impianto.
Il responso è stato poco incoraggiante, la maggior parte dei miei interlocutori ha indicato più conveniente la costruzione di una nuova piscina in un’area più ampia che offrisse anche la possibilità di creare spazi ricreativi all'aperto, rispetto ad una ristrutturazione dell’attuale impianto. Gli stessi esperti hanno anche fatto presente che la presenza di due importanti impianti nel raggio di pochi chilometri avrebbe reso molto complicato il ritorno dell’eventuale investimento per la costruzione di una nuova piscina.

Nel settembre 2015 il presidente di Lambro Nuoto ha informato l’amministrazione della sua intenzione di convenzionarsi con la società Aqua srl per presentare un progetto di ristrutturazione che, secondo la sua opinione, avrebbe soddisfatto le necessità dell’utenza locale non interessata ai grandi impianti già esistenti nei comuni limitrofi ma alla ricerca di un servizio di qualità in una struttura rinnovata.

Nel dicembre 2015 la società Aqua srl con sede nella provincia di Caserta, dove gestisce un importante impianto natatorio, ha protocollato preso l’ufficio comunale una proposta progettuale con la quale si proponeva di eseguire totalmente a proprie spese la ristrutturazione della piscina comunale con la realizzazione di nuove vasche, mini palestra, spogliatoi e adeguamento degli impianti.

Il piano esecutivo del progetto prevedeva che i lavori, dal costo previsto di seicentomila euro, sarebbero iniziati nel mese di maggio 2017 ed avrebbero avuto una durata massima di cinque mesi.
La Lambro Nuoto, diversamente da quanto annunciato in precedenza, non si associò col proponente e mise in campo una serie di azioni che generarono nell'utenza e in parte del personale dipendente l’idea che l’amministrazione comunale avesse deciso di chiudere l’impianto.
Nel periodo tra marzo e maggio 2016, ho incontrato più volte cittadini e istruttori preoccupati dalle informazioni che venivano diffuse in piscina, i primi per la paventata scomparsa di un servizio importante ed i secondi per la possibile perdita del posto di lavoro.

Nello stesso periodo, insieme al sindaco ed ai responsabili degli uffici comunali coinvolti (Lavori Pubblici, Sport, Servizi sociali, Contratti e Appalti) ho avviato i lavori di verifica del progetto presentato da Aqua srl, in questa fase è emersa la richiesta dell’amministrazione comunale di abbattere le barriere architettoniche nell’impianto rinnovato con l’installazione di un sollevatore nella vasca più piccola e di un montacarichi di accesso alla palestrina che verrà realizzata sopra l’atrio. Il progetto integrato con queste richieste ed altri accorgimenti tecnici è stato poi sottoposto all’esame da parte degli enti interessati, come Vigili del Fuoco, ASL, CONI e ARPA.
Superata la fase di verifica tecnica, preso atto della decisione di Lambro Nuoto di non continuare la propria attività, l’amministrazione comunale ha pubblicato un bando per identificare il nuovo gestore e la società Aqua srl, unico partecipante al bando, ha riaperto l’impianto nel mese di settembre.

Nel frattempo è ripresa, dopo l’interruzione dovuta alla pausa estiva, la fase che ha visto amministrazione comunale e Aqua impegnati a trovare un accordo anche sulla convenzione di gestione ventennale dell’impianto dopo la ristrutturazione, le discussioni si sono prima incentrate sul Piano Economico Finanziario, un documento che deve dimostrare la sostenibilità del progetto, partendo le fonti da cui chi lo realizza si procura le risorse necessarie per coprire i costi previsti per l’esecuzione dei i lavori,  proseguendo poi ad analizzare il modello economico della gestione, comparando le previsioni di spese (stipendi, materiali, tasse, etc.) con le entrate derivanti dalle tariffe applicate per l’erogazione dei vari servizi offerti all’utenza.
L’obiettivo dell’amministrazione era quello di evitare sbalzi al rialzo delle tariffe, di definire pacchetti agevolati per l’utenza debole (anziani, disabili, etc).

Lo scoglio più arduo da superare ha riguardato la definizione delle caparre e delle penali attraverso le quali entrambe le parti hanno voluto cautelarsi rispetto ad eventuali situazioni che possano determinare l’interruzione prematura e definitiva dei lavori. Questa parte della negoziazione si è protratta fino al termine del mese di gennaio 2017.
L’8 febbraio 2017 la Giunta Comunale ha deliberato di dichiarare, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 comma 304 lettera a) della legge 147 del 27/12/2013, il pubblico interesse sulla proposta formulata dalla società sportiva dilettantistica Aqua s.r.l.
La stessa delibera definisce anche quelli che sarebbero stati i passi successivi:

1- presentazione da parte del soggetto proponente del progetto definitivo e dell’asseverazione del             piano economico e finanziario,
2- inserimento dell’intervento nell'ambito della programmazione delle opere pubbliche,
3- svolgimento della conferenza dei servizi decisoria e dall'approvazione del suddetto progetto              definitivo,
4- attivazione della procedura ad evidenza pubblica alla quale parteciperà il soggetto proponente           con la denominazione di promotore.

I tempi necessari al completamento dei quattro passi sopracitati non avrebbero permesso di confermare l’inizio dei lavori nel mese di maggio 2017, per cui l’amministrazione comunale ha deciso di prolungare di ulteriori 12 mesi la convenzione con Aqua srl in modo da garantire la continuità operativa della piscina fino all'inizio effettivo dei lavori, cioè nel maggio 2018

I passi 1, 2 e 3 sono stati completati prima della pausa estiva del 2017 e nel mese di novembre, dopo l’ultima serie di verifiche e confronti con la controparte, è stato pubblicato il bando di evidenza pubblica al quale avrebbero potuto partecipare anche altri operatori che, se interessati, avrebbero dovuto formulare una proposta migliorativa (dal punto di vista tecnico e/o finanziario).  
Nella realtà dei fatti solo il proponente Aqua srl ha risposto al bando aggiudicandosi l’assegnazione del progetto.

Questa è la storia, questi sono i fatti.

In mezzo ai fatti si sono spese molte parole, quasi sempre atte a mettere in discussione la reale volontà dell’amministrazione comunale di mantenere aperto l’impianto o a mettere in discussione la scelta di un operatore che viene da lontano verso il quale il primo approccio è sempre stato di diffidenza.  Se abbiamo rinviato d un anno i lavori è proprio perché abbiamo voluto proteggere il patrimonio comunale ed i diritti dei cittadini, abbiamo speso molto tempo sui tavoli delle discussioni legali, sulle verifiche delle coperture finanziarie, sulla definizione di condizioni cautelative per entrambe le parti.

Io tendo a dare fiducia e pensare in positivo, fino a prova contraria.

Ora esaminiamo i possibili intoppi,  quelli che gli americani chiamano worst case scenario.

Il caso peggiore sarebbe quello in cui l’operatore interrompesse i lavori a metà lasciando un impianto non più utilizzabile e non si trovasse nessun altro soggetto interessato a subentrare.
Questa situazione non sarebbe diversa da quella che si era prospettata quando Lambro Nuoto ci comunicò l’intenzione di non continuare nella gestione di un impianto che stava perdendo i pezzi. Se nessuno si fosse proposto per ristrutturare  la piscina esistente, l’alternativa di costruire un impianto nuovo, come suggerito dagli esperti che avevo interpellato, avrebbe avuto un costo di almeno due milioni di euro che il comune non era (e non è) in grado di esborsare e che nessun operatore era interessato a mettere sul tavolo perché, considerata la presenza di due mega impianti (Cernusco e Gorgonzola) nel raggio di pochi chilometri, il recupero di un investimento così ingente sarebbe stata una missione quasi impossibile con la sola utenza di Cassina de’ Pecchi. 
Avremmo quindi chiuso l’impianto.

L’altro caso negativo potrebbe essere che l’operatore decidesse di abbandonare la gestione dopo qualche anno a causa di problemi economici o scelte strategiche diverse.
In questo caso la piscina rinnovata resterebbe patrimonio di Cassina de’ Pecchi che non avrebbe sborsato nemmeno un centesimo per i lavori.
Potrebbe essere meno complicato trovare un nuovo gestore.

Ho voluto scrivere questa lunga storia perché chi oggi sta alla finestra ad aspettare che il progetto fallisca per potere vantare l’ennesimo io l’avevo detto, si renda conto che tra il dire e il fare c’è molto da sudare.

Prossimamente scriverò anche dello stadio comunale, una storia che, sotto alcuni aspetti, è molto simile a quella della piscina.

martedì 20 marzo 2018

La variante al PGT e il destino dell'area Nokia


Lo scorso 15 febbraio, a conclusione del mio intervento in risposta alle dichiarazioni del sindaco, dissi che dal giorno successivo avrei voltato pagina e sarei tornato a concentrarmi sulle cose da fare per mantenere gli impegni presi con i cittadini. Nel periodo trascorso da quel giorno ho dedicato il mio tempo e la mia attenzione, sempre in collaborazione con il gruppo di maggioranza, ad alcune questioni aperte, che ritengo rivestano carattere di urgenza, tra le quali cito la sistemazione di strade e marciapiedi e l'illuminazione pubblica della pista ciclabile che corre lungo il naviglio. Questi sono due degli otto capitoli in cui è strutturato il Piano delle Opere Pubbliche adottato dalla Giunta e approvato lo scorso dicembre dal Consiglio Comunale. Un altro punto importante del Piano delle Opere Pubbliche riguarda l'ampliamento del cimitero sul quale dobbiamo muovere il prossimo passo che riguarda l'affidamento dell'incarico per la progettazione. 
Periodicamente ritornerò su questi temi per condividere lo stato dei lavori ed eventuali criticità.
  
Nel frattempo, dopo avere ricevuto copia del verbale della seduta di Consiglio comunale del 15 febbraio, sento il dovere di tornare sull'argomento e riprendere alcune dichiarazioni del Sindaco per due motivi: il primo ha un aspetto di carattere personale, mentre il secondo costituisce uno spunto di attenta riflessione per il nostro operato di amministratori in questi ultimi 14 mesi di mandato.
  
L'aspetto personale.
Secondo quanto riportato dal verbale il sindaco affermò:
"Da tempo il consigliere Medei faceva dichiarazioni in contrasto con le linee guida approvate e spero sempre applicate, ripeto, alzando sempre di più il tono, prima sul suo blog e poi sulla Gazzetta affermando che il Comune doveva rivedere i vincoli imposti dal piano con l’obiettivo di agevolare l’iniziativa degli operatori privati. Cito testualmente un articolo della nostra Carta dei Valori: si deve sempre evitare ogni rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati e l’uso di strumenti illeciti anche per fini ritenuti buoni".
Il sindaco si riferiva all'articolo che ho pubblicato su questo blog lo scorso mese di Dicembre in cui ritenevo che, a fronte della situazione stagnante in tema di recupero delle aree dismesse, ritenevo necessario "avviare una procedura di variante del PGT per rivedere alcuni dei vincoli imposti nel piano con l'obiettivo di agevolare l'iniziativa degli operatori privati".
Quindi è vero che ho proposto di agevolare l'iniziativa degli operatori privati ma non, come ha affermato il sindaco, attraverso l'uso di strumenti illeciti o l'istituzione di un rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati, bensì attraverso l'utilizzo degli strumenti e delle procedure previsti dalla legge regionale n. 12 del 11/03/2005. Proprio attraverso l'utilizzo dello strumento previsto dalla legge si avvierebbe una procedura pienamente trasparente alla quale tutti i cittadini, potrebbero partecipare e contribuire presentando le proprie istanze e proposte. 
Evidentemente il sindaco, o chi ha redatto l'intervento che lui ha letto in Consiglio Comunale, ha poca conoscenza degli strumenti messi a disposizione dalla legge per gestire in maniera lecita la pianificazione del territorio e le eventuali varianti al piano.

In prospettiva futura
Nello stesso Consiglio Comunale è stata discussa anche un'interrogazione relativa ad una presunta proposta di realizzazione di interventi commerciali e residenziali sull'area di proprietà della Nokia che da tempo è abbandonata. Questo è un altro esempio, anche se di scala molto più grande rispetto agli interventi di cui parlavo io, a fronte del quale si renderebbe necessario avviare una procedura di variante del PGT, perché quel progetto non sarebbe in linea con l'attuale destinazione prevaletemene produttiva dell'area
Nulla di male se un operatore privato propone all'amministrazione pubblica un progetto i cui elementi non sono compatibili con le previsioni del PGT attualmente in vigore però, qualora l'Amministrazione ritenesse la proposta interessante e di pubblica utilità, potrebbe utilizzare uno strumento che è previsto dalla legge (variante al PGT) e che allo stesso tempo garantisce la gestione di un rapporto equo con tutti i cittadini e tutti gli operatori. 
  

Coerenza

L'estensore del discorso del sindaco ha tirato in ballo la carta dei valori di Cassina Domani citando l'articolo L (si deve sempre evitare ogni rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati e l’uso di strumenti illeciti anche per fini ritenuti buoni) ma ha dimenticato di ripassare anche l'articolo N il quale recita che gli abitanti di Cassina e Sant'Agata devono essere chiamati a partecipare, in modo attivo, alle scelte della comunità locale. 
Una corretta gestione della procedura di variante al PGT garantirebbe l'applicazione di questi due fondamentali valori ai quali si riferisce il soggetto politico con il quale mi sono presentato  agli elettori. 

L'area Nokia

Qualcuno mi ha suggerito di querelare chi, in maniera maldestra e improvvida, ha tentato di discreditarmi di fronte ai cittadini ma io preferisco affrontare le questioni nel merito e quella che riguarda l'area Nokia, secondo me, necessita di un approfondimento e merita grande attenzione.
Un'area di 120.000 metri quadrati che ha ospitato per decenni uno degli insediamenti produttivi più importanti, non solo della Lombardia, e che ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di Cassina de' Pecchi, sia livello urbanistico che demografico, che  sociale, potrebbe magicamente trasformarsi nell'ennesimo insediamento commerciale e residenziale della Martesana senza che ai cittadini, ai commercianti e agli artigiani locali venga data l'opportunità di confrontarsi con l'Amministrazione Comunale prima che venga presa, in maniera irreversibile, una decisione di notevole importanza con potenziali impatti sull'ambiente, sul commercio di vicinato e sulle attività produttive locali. 

Quando la precedente amministrazione comunale presentò, nel 2013, un PGT che prevedeva 240.000 metri quadri di nuovi insediamenti industriali e residenziali, ci opponemmo affermando che a Cassina de' Pecchi era già disponibile una quantità di capannoni e alloggi, sfitti o invenduti, sufficiente a soddisfare il fabbisogno dei prossimi dieci anni
Quando presentammo il nostro PGT nel 2015, basandoci sulla stessa valutazione non prevedemmo la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali e proponemmo la riqualificazione di aree dismesse in coerenza con le caratteristiche di ciascuna di esse. Il PGT vigente prevede per l'area Nokia "la conferma della destinazione prevalentemente produttiva ma, essendo da lungo tempo inattiva e solamente vigilata all'ingresso da addetti, l’Amministrazione Comunale può avviare una procedura di partecipazione popolare e di ricognizione".
Questo significa che una proposta che preveda la realizzazione di un progetto di recupero dell'area costituito per il 39% da insediamenti residenziali e commerciali, per il 48% da parcheggi e per il rimanente 13% da aree produttive, debba obbligatoriamente passare  attraverso un rigoroso processo di valutazione dell'impatto che una simile trasformazione avrebbe sulle attività locali, sul traffico e sull'ambiente. 

Mi rendo conto che le condizioni nel mondo del lavoro e dell'industria sono radicalmente mutate e che sia irrealistico sperare in un nuovo insediamento a carattere esclusivamente produttivo nell'area Nokia; tengo in considerazione anche gli aspetti positivi di una simile operazione che da un lato restituirebbe vita (ma che genere di vita?) ad un'area completamente abbandonata ed in degrado e dall'altro porterebbe nelle casse comunali importantissime entrate da re-investire per realizzare importanti opere pubbliche,  però non non posso non considerare le implicazioni e non posso accettare che non venga data voce ai cittadini prima di prendere una decisione cosi importante e impattante. 

Premesso che in questo momento non sto esprimendo un parere contrario all'operazione, concludo formulando tre domande che lascio aperte affinché diventino, per chi legge, uno spunto per riflessioni personali e non:  
1) se quattro anni fa si era confermata la non necessità di nuovi alloggi residenziali perché esiste ancora una grande quantità di invenduto, cosa è cambiato nel frattempo per rendere accoglibile la proposta di costruire palazzine e ville per una superficie totale di edificato simile, anche in altezza, a quella del mega condominio di via Sirio 3?
2) se quattro anni fa si era dichiarato di volere intervenire per alleggerire il traffico di attraversamento di via Roma, cosa è cambiato, nel frattempo, per rendere accoglibile l'idea di realizzare tre edifici commerciali di cui il più piccolo ha una superficie tripla rispetto a quella dell'area commerciale di Piazza Europa (compresa Unes e  gli altri esercizi commerciali attigui)?
3) considerando che la questione dell'area Nokia era già oggetto di discussione nel mese di Novembre, perché la mia proposta di aprire una procedura di variante al PGT è stata respinta e giudicata in contrasto con le linee programmatiche dell'Amministrazione Comunale?

Continuiamo a tenere sotto osservazione l'evoluzione di questo caso.




venerdì 16 febbraio 2018

Le motivazioni della mia revoca

Ieri sera, di fronte ad un buon numero di cittadini in sala, si è svolto il Consiglio Comunale.

La seduta si è aperta, come previsto, con le comunicazioni del sindaco che avrebbe dovuto informare i cittadini in merito alla revoca delle mie deleghe ed ai motivi che lo hanno portato a prendere questa decisione molto forte, oltre che ad annunciare il nome e le deleghe del nuovo assessore Matteo Tacconi. 
Nel suo intervento di 8 minuti e mezzo il sindaco ha fatto un excursus sugli avvenimenti degli ultimi sessanta giorni, tra quanto scritto da me su questo blog, le dichiarazioni che ho rilasciato alla stampa e il colloquio che abbiamo avuto una settimana prima della mia revoca. 
Preferisco riportare le sue parole nella nota che ho redatto (leggi qui) ascoltando attentamente il suo discorso e prendendo appunti. La nota potrà successivamente essere confrontata con il verbale ufficiale che verrà pubblicato tra circa un mese. Mi sono permesso solo di evidenziare in neretto un passaggio nel quale il sindaco ha fatto un'insinuazione abbastanza grave e priva di riscontro rispetto a quanto ho scritto e dichiarato.

In seguito a questa comunicazione del sindaco ho chiesto la parola per fare un intervento (leggi qui) nel quale ho messo in evidenza la differenza dei rapporti con gli altri colleghi della maggioranza e, soprattutto, il mio stato d'animo rispetto al metodo utilizzato dal sindaco, chiudendo con le motivazioni per cui io e il Comitato Civico Cassina restiamo all'interno della coalizione con la quale i cittadini ci hanno eletto.

Il secondo passaggio è stato quello dell'interpellanza che ho presentato il 31 gennaio 2018 al sindaco non per chiedere le motivazioni della sua decisione, come da lui interpretato, ma per avere spiegazioni su alcune sue dichiarazioni rilasciate tramite comunicato stampa in occasione della mia revoca. Prima di leggere il testo dell'interpellanza ho fatto una premessa con la quale ho riconosciuto quanto sia inusuale che un consigliere comunale presenti un'interpellanza al sindaco ma che, non avendo avuto l'opportunità di un confronto per chiedere spiegazioni di persona, mi sono avvalso dello strumento che il regolamento comunale mette a disposizione di tutti i consiglieri.

Il sindaco introduce la lettura della sua risposta (leggi qui) dichiarando di avere volutamente ignorato la norma del regolamento comunale che prevede la consegna di una risposta scritta entro 10 giorni dal ricevimento dell'interpellanza. Il resto del suo intervento ricalca in gran parte la non risponde nella sostanza alla mia interpellanza.
sua comunicazione precedente e

L'ultimo documento che condivido  è il testo del mio commento  (leggi qui)  alla risposta insoddisfacente e fuori tema del sindaco.

Riporto l'ultimo passaggio di questo commento per porre fine a questa vicenda e tornare a fare ciò per cui i cittadini ci hanno eletto al Consiglio Comunale:

Da parte mia con questa interpellanza, e con quanto dichiarato all'inizio di questo consiglio comunale, si chiude questa parentesi, per certi versi dolorosa, nella storia di questa amministrazione. È tempo di tornare a concentrarsi sulle cose da fare, perché ritengo che per i cittadini sia molto più importante che vengano risolti i problemi di Cassina de' Pecchi e vengano mantenuti gli impegni che ci siamo assunti pubblicamente.

Questa deve essere la priorità per tutti noi.

venerdì 9 febbraio 2018

La mia revoca dalla Giunta

Il 22 gennaio scorso, il Sindaco Mandelli ha firmato il decreto di revoca delle mie deleghe assessorili (leggi qui) e contestualmente ha inviato un comunicato agli organi di stampa con il quale annunciava il provvedimento (leggi qui) .   
Secondo quanto prevede il comma 4 dell'articolo 46 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) "il sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio". 
Attenendosi alle prescrizioni legislative, il sindaco non ha condiviso preventivamente la sua decisione né con il sottoscritto, né con gli altri membri della Giunta e della maggioranza consiliare, decidendo di comunicare le motivazioni che lo hanno portato alla sua decisione nella seduta del prossimo Consiglio Comunale, prevista per Giovedì 15 febbraio alle ore 21.
Da parte mia, non avendo avuto l'opportunità di discutere con il sindaco Mandelli né le motivazioni della mia revoca, né i contenuti delle sue dichiarazioni agli organi di stampa, ho deciso di avvalermi di uno degli strumenti che lo Statuto Comunale ed  il regolamento del Consiglio Comunale mettono a disposizione di tutti i Consiglieri, non solo quelli di opposizione, e di presentare un'interpellanza (leggi qui) con la quale chiedo al sindaco di spiegare queste sue dichiarazioni (vedi punto 3-g dell'ordine del giorno ). Ho fatto questo passo, inusuale perché di solito un consigliere di maggioranza non interpella il sindaco in Consiglio Comunale, per avere la garanzia che venga fatta chiarezza su tutto quanto dichiarato dal sindaco e non solo su ciò che è prescritto dalla legge. In poche parole vorrei che, oltre a motivare pubblicamente la decisione, il sindaco Mandelli spieghi anche le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa che ritengo lesive della mia onorabilità come persona e come amministratore. Auspico  che la prossima seduta del Consiglio Comunale   sia l'occasione per fare chiarezza anche di fronte ai cittadini, sia coloro che mi scrivono che quelli che incontro in paese, ai quali faccio fatica a spiegare i motivi di quanto accaduto e mi auguro che si possa chiudere questa dolorosa parentesi per tornare a concentrarsi sulle cose da fare per Cassina de' Pecchi. 

Questo ultimo anno di mandato mi vedrà occupato in un ruolo diverso: non più membro della Giunta, amministratore ed esecutore dei progetti funzionali alla realizzazione del programma amministrativo, bensì Consigliere a sostegno della Giunta con l'obiettivo di dare il proprio contributo affinché vengano mantenuti gli impegni che ci siamo assunti di fronte alla cittadinanza

venerdì 8 dicembre 2017

Un PGT da rivedere.

Lo scorso mese di Novembre il Consiglio Comunale ha approvato il   DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2018-2020  che contiene i programmi e gli obiettivi che l'Amministrazione Comunale si prefigge di realizzare nell'ultimo anno di mandato. Il documento, che ritengo molto ben strutturato, parte facendo un'analisi strategica delle condizioni esterne ed interne all'Ente, poi richiama le linee strategiche sulle quali si basa il Programma Amministrativo e, infine, riporta la programmazione del prossimo periodo, andando anche oltre la data di scadenza del mandato e lasciando una traccia per l'Esecutivo che si insedierà dopo le elezioni del 2019. 
Prima di scrivere la parte di mia competenza di questo documento ho fatto un'analisi dello stato di attuazione dei programmi che si riferiscono alle deleghe che mi ha affidato il Sindaco. 

Tra un mese scriverò un articolo nel quale riporterò i dettagli di questa analisi per ciascuna delega, mentre adesso mi soffermo su quella che ritengo la parte più critica del mio bilancio: l'attuazione del Piano di Governo del Territorio
Sin dal primo giorno di governo di questa Amministrazione l'obiettivo primario è stato quello di redigere il PGT in tempi brevissimi per evitare il commissariamento da parte della Regione Lombardia. Le linee guida erano chiare e ben definite: zero consumo di suolo, riqualificazione e recupero del Patrimonio pubblico e privato, miglioramento del sistema di viabilità, riduzione delle volumetrie residue in alcuni quartieri per evitare che altre ville venissero trasformate in palazzine di tre o quattro piani 

Obiettivo raggiunto in 18 mesi, dopo avere organizzato otto incontri con la cittadinanza e cinque riunioni di Commissione Urbanistica. 
Le opere pubbliche più importanti inserite nel PGT sono l’ampliamento del cimitero di Camporicco grazie al quale sarà possibile risolvere il problema della carenza di spazi di cui soffriamo ormai da qualche anno, la realizzazione di una rotatoria in via Roma all'incrocio con via Vittorio Veneto, la realizzazione del prolungamento di via Mazzini fino all'incrocio con via Roma, la riqualificazione del centro, la ristrutturazione degli edifici pubblici (ex scuola ed ex caserma dei vigili) situati nell'area del municipio, la realizzazione dell'Area feste a Sant'Agata e il recupero della Cascina Bindellera. 
Non avendo inserito nel PGT nuove aree edificabili sia a livello residenziale che produttivo, è stato previsto che i finanziamenti necessari alla realizzazione di questi progetti venissero reperiti attraverso l'accensione di qualche mutuo e l'incasso degli oneri derivanti dalla realizzazione dei piani di recupero e/o riqualificazione di alcune importanti aree private dismesse tra le quali le più importanti sono la ex Mabater in Via Don Verderio, la ex Nicola e Albia a Villa Magri), l'ex distributore di carburanti a Villa Quiete e l'ex albergo di via Marconi. 
Il PGT è stato approvato a fine 2015, nessuno di questi interventi privati è stato avviato e l'unica opera pubblica, tra quelle previste nel piano, realizzata sinora è stata la rotatoria in via Roma. Sono state fatte altre cose molto importanti ma se guardiamo allo stato di attuazione del PGT, questa è la situazione. 
Una situazione nella quale si aggrava il problema del degrado delle aree stesse dismesse e, allo stesso tempo, si rileva la mancanza di importanti entrate da oneri di urbanizzazione che dovrebbero finanziare la realizzazione delle opere pubbliche.


Come uscirne?
Le mie riflessioni personali mi hanno portato a pensare che sia necessario rivedere alcuni dei vincoli imposti nel piano con l'obiettivo di agevolare l'iniziativa degli operatori privati.


Un altro aspetto di cui prendo atto, sulla base dell'esperienza maturata in questi due anni dall'approvazione del PGT, riguarda i problemi segnalati da diversi soggetti proprietari di immobili che si riferiscono ai nuovi parametri tecnici introdotti con il Piano del Regole, parametri che rendono problematici anche quei moderati interventi di ampliamento che permetterebbero la realizzazione di nuovi alloggi a supporto della crescita dei nuclei familiari, pur senza generare nuovo consumo di suolo e senza arrivare alla trasformazione di una villa in palazzina.  
Non rinnego il lavoro fatto ma ritengo che dopo avere raggiunto il primo obiettivo di redigere un piano che, a differenza di quello, per fortuna fallito, della precedente amministrazione, tenga in considerazione la tutela del territorio, sia necessario avviare una seconda fase attraverso la quale predisporre uno o più tavoli di confronto con i cittadini e gli operatori privati per arrivare ad avviare l'iter di  variante del Piano di Governo del Territorio con l'obiettivo di gettare le basi per un rilancio dello sviluppo urbanistico di Cassina de' Pecchi senza mai perdere di vista il tema della tutela del territorio ma evitando di ritrovarci accerchiati dalle aree in degrado.



mercoledì 22 novembre 2017

Caso MAXCOM

Articolo pubblicato da La repubblica.it il 25 ottobre 2017:
MIGLIAIA di tonnellate di rifiuti pericolosi rimessi in circolazione come olio combustibile e venduti come prodotto energetico. Società di copertura che intermediavano la commercializzazione di rifiuto. Fuoriuscite di sostanza inquinante dai serbatoi, usurati dalle sostanze, con il rischio di essere assorbita dal terreno. Arriva in udienza preliminare, fissata per il prossimo 20 novembre, l'inchiesta del pm Letizia e del procuratore antimafia Ilda Boccassini su un presunto, enorme traffico illecito di rifiuti. Secondo quanto ricostruito dalla tenenza di Gorgonzola della Guardia di Finanza, tra il 2010 e il 2015, nel deposito della società Maxcom Petroli, a Cassina de' Pecchi, sarebbero transitate «24.771 tonnellate di olio di sentina proveniente da operazioni di recupero, da qualificarsi come rifiuto pericoloso in ragione del fatto che la sostanza non aveva completato il ciclo di recupero al termine del quale diveniva assimilabile all'olio combustibile denso».

Sul caso in questione ho ricevuto da parte di alcuni cittadini la richiesta di spiegazioni sulla decisione, annunciata agli organi di stampa dal Sindaco, di non costituire il Comune di Cassina de' Pecchi come parte civile nel procedimento in corso,

In occasione di una riunione dei consiglieri di maggioranza fu posta la questione al Sindaco il quale si riservò di valutare l'opportunità di costituire il Comune come parte civile per richiedere il rimborso dei danni subiti dall'Amministrazione Pubblica in seguito allo sversamento di idrocarburi sul territorio comunale.

Successivamente il Sindaco ha informato verbalmente la Giunta che, dopo avere consultato un Legale, aveva valutato non fosse opportuno compiere questo passo fino a che non si chiuda il procedimento penale in corso, ma di valutare la questione in un secondo tempo.

Non si tratta quindi di una dimenticanza ma di una scelta ponderata fatta dal Sindaco che ha la titolarità e la competenza sia sulle questioni legali che sulla gestione del Demanio e Patrimonio comunale.