martedì 20 marzo 2018

La variante al PGT e il destino dell'area Nokia


Lo scorso 15 febbraio, a conclusione del mio intervento in risposta alle dichiarazioni del sindaco, dissi che dal giorno successivo avrei voltato pagina e sarei tornato a concentrarmi sulle cose da fare per mantenere gli impegni presi con i cittadini. Nel periodo trascorso da quel giorno ho dedicato il mio tempo e la mia attenzione, sempre in collaborazione con il gruppo di maggioranza, ad alcune questioni aperte, che ritengo rivestano carattere di urgenza, tra le quali cito la sistemazione di strade e marciapiedi e l'illuminazione pubblica della pista ciclabile che corre lungo il naviglio. Questi sono due degli otto capitoli in cui è strutturato il Piano delle Opere Pubbliche adottato dalla Giunta e approvato lo scorso dicembre dal Consiglio Comunale. Un altro punto importante del Piano delle Opere Pubbliche riguarda l'ampliamento del cimitero sul quale dobbiamo muovere il prossimo passo che riguarda l'affidamento dell'incarico per la progettazione. 
Periodicamente ritornerò su questi temi per condividere lo stato dei lavori ed eventuali criticità.
  
Nel frattempo, dopo avere ricevuto copia del verbale della seduta di Consiglio comunale del 15 febbraio, sento il dovere di tornare sull'argomento e riprendere alcune dichiarazioni del Sindaco per due motivi: il primo ha un aspetto di carattere personale, mentre il secondo costituisce uno spunto di attenta riflessione per il nostro operato di amministratori in questi ultimi 14 mesi di mandato.
  
L'aspetto personale.
Secondo quanto riportato dal verbale il sindaco affermò:
"Da tempo il consigliere Medei faceva dichiarazioni in contrasto con le linee guida approvate e spero sempre applicate, ripeto, alzando sempre di più il tono, prima sul suo blog e poi sulla Gazzetta affermando che il Comune doveva rivedere i vincoli imposti dal piano con l’obiettivo di agevolare l’iniziativa degli operatori privati. Cito testualmente un articolo della nostra Carta dei Valori: si deve sempre evitare ogni rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati e l’uso di strumenti illeciti anche per fini ritenuti buoni".
Il sindaco si riferiva all'articolo che ho pubblicato su questo blog lo scorso mese di Dicembre in cui ritenevo che, a fronte della situazione stagnante in tema di recupero delle aree dismesse, ritenevo necessario "avviare una procedura di variante del PGT per rivedere alcuni dei vincoli imposti nel piano con l'obiettivo di agevolare l'iniziativa degli operatori privati".
Quindi è vero che ho proposto di agevolare l'iniziativa degli operatori privati ma non, come ha affermato il sindaco, attraverso l'uso di strumenti illeciti o l'istituzione di un rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati, bensì attraverso l'utilizzo degli strumenti e delle procedure previsti dalla legge regionale n. 12 del 11/03/2005. Proprio attraverso l'utilizzo dello strumento previsto dalla legge si avvierebbe una procedura pienamente trasparente alla quale tutti i cittadini, potrebbero partecipare e contribuire presentando le proprie istanze e proposte. 
Evidentemente il sindaco, o chi ha redatto l'intervento che lui ha letto in Consiglio Comunale, ha poca conoscenza degli strumenti messi a disposizione dalla legge per gestire in maniera lecita la pianificazione del territorio e le eventuali varianti al piano.

In prospettiva futura
Nello stesso Consiglio Comunale è stata discussa anche un'interrogazione relativa ad una presunta proposta di realizzazione di interventi commerciali e residenziali sull'area di proprietà della Nokia che da tempo è abbandonata. Questo è un altro esempio, anche se di scala molto più grande rispetto agli interventi di cui parlavo io, a fronte del quale si renderebbe necessario avviare una procedura di variante del PGT, perché quel progetto non sarebbe in linea con l'attuale destinazione prevaletemene produttiva dell'area
Nulla di male se un operatore privato propone all'amministrazione pubblica un progetto i cui elementi non sono compatibili con le previsioni del PGT attualmente in vigore però, qualora l'Amministrazione ritenesse la proposta interessante e di pubblica utilità, potrebbe utilizzare uno strumento che è previsto dalla legge (variante al PGT) e che allo stesso tempo garantisce la gestione di un rapporto equo con tutti i cittadini e tutti gli operatori. 
  

Coerenza

L'estensore del discorso del sindaco ha tirato in ballo la carta dei valori di Cassina Domani citando l'articolo L (si deve sempre evitare ogni rapporto iniquo tra amministrazione pubblica e affari privati e l’uso di strumenti illeciti anche per fini ritenuti buoni) ma ha dimenticato di ripassare anche l'articolo N il quale recita che gli abitanti di Cassina e Sant'Agata devono essere chiamati a partecipare, in modo attivo, alle scelte della comunità locale. 
Una corretta gestione della procedura di variante al PGT garantirebbe l'applicazione di questi due fondamentali valori ai quali si riferisce il soggetto politico con il quale mi sono presentato  agli elettori. 

L'area Nokia

Qualcuno mi ha suggerito di querelare chi, in maniera maldestra e improvvida, ha tentato di discreditarmi di fronte ai cittadini ma io preferisco affrontare le questioni nel merito e quella che riguarda l'area Nokia, secondo me, necessita di un approfondimento e merita grande attenzione.
Un'area di 120.000 metri quadrati che ha ospitato per decenni uno degli insediamenti produttivi più importanti, non solo della Lombardia, e che ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di Cassina de' Pecchi, sia livello urbanistico che demografico, che  sociale, potrebbe magicamente trasformarsi nell'ennesimo insediamento commerciale e residenziale della Martesana senza che ai cittadini, ai commercianti e agli artigiani locali venga data l'opportunità di confrontarsi con l'Amministrazione Comunale prima che venga presa, in maniera irreversibile, una decisione di notevole importanza con potenziali impatti sull'ambiente, sul commercio di vicinato e sulle attività produttive locali. 

Quando la precedente amministrazione comunale presentò, nel 2013, un PGT che prevedeva 240.000 metri quadri di nuovi insediamenti industriali e residenziali, ci opponemmo affermando che a Cassina de' Pecchi era già disponibile una quantità di capannoni e alloggi, sfitti o invenduti, sufficiente a soddisfare il fabbisogno dei prossimi dieci anni
Quando presentammo il nostro PGT nel 2015, basandoci sulla stessa valutazione non prevedemmo la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali e proponemmo la riqualificazione di aree dismesse in coerenza con le caratteristiche di ciascuna di esse. Il PGT vigente prevede per l'area Nokia "la conferma della destinazione prevalentemente produttiva ma, essendo da lungo tempo inattiva e solamente vigilata all'ingresso da addetti, l’Amministrazione Comunale può avviare una procedura di partecipazione popolare e di ricognizione".
Questo significa che una proposta che preveda la realizzazione di un progetto di recupero dell'area costituito per il 39% da insediamenti residenziali e commerciali, per il 48% da parcheggi e per il rimanente 13% da aree produttive, debba obbligatoriamente passare  attraverso un rigoroso processo di valutazione dell'impatto che una simile trasformazione avrebbe sulle attività locali, sul traffico e sull'ambiente. 

Mi rendo conto che le condizioni nel mondo del lavoro e dell'industria sono radicalmente mutate e che sia irrealistico sperare in un nuovo insediamento a carattere esclusivamente produttivo nell'area Nokia; tengo in considerazione anche gli aspetti positivi di una simile operazione che da un lato restituirebbe vita (ma che genere di vita?) ad un'area completamente abbandonata ed in degrado e dall'altro porterebbe nelle casse comunali importantissime entrate da re-investire per realizzare importanti opere pubbliche,  però non non posso non considerare le implicazioni e non posso accettare che non venga data voce ai cittadini prima di prendere una decisione cosi importante e impattante. 

Premesso che in questo momento non sto esprimendo un parere contrario all'operazione, concludo formulando tre domande che lascio aperte affinché diventino, per chi legge, uno spunto per riflessioni personali e non:  
1) se quattro anni fa si era confermata la non necessità di nuovi alloggi residenziali perché esiste ancora una grande quantità di invenduto, cosa è cambiato nel frattempo per rendere accoglibile la proposta di costruire palazzine e ville per una superficie totale di edificato simile, anche in altezza, a quella del mega condominio di via Sirio 3?
2) se quattro anni fa si era dichiarato di volere intervenire per alleggerire il traffico di attraversamento di via Roma, cosa è cambiato, nel frattempo, per rendere accoglibile l'idea di realizzare tre edifici commerciali di cui il più piccolo ha una superficie tripla rispetto a quella dell'area commerciale di Piazza Europa (compresa Unes e  gli altri esercizi commerciali attigui)?
3) considerando che la questione dell'area Nokia era già oggetto di discussione nel mese di Novembre, perché la mia proposta di aprire una procedura di variante al PGT è stata respinta e giudicata in contrasto con le linee programmatiche dell'Amministrazione Comunale?

Continuiamo a tenere sotto osservazione l'evoluzione di questo caso.




venerdì 16 febbraio 2018

Le motivazioni della mia revoca

Ieri sera, di fronte ad un buon numero di cittadini in sala, si è svolto il Consiglio Comunale.

La seduta si è aperta, come previsto, con le comunicazioni del sindaco che avrebbe dovuto informare i cittadini in merito alla revoca delle mie deleghe ed ai motivi che lo hanno portato a prendere questa decisione molto forte, oltre che ad annunciare il nome e le deleghe del nuovo assessore Matteo Tacconi. 
Nel suo intervento di 8 minuti e mezzo il sindaco ha fatto un excursus sugli avvenimenti degli ultimi sessanta giorni, tra quanto scritto da me su questo blog, le dichiarazioni che ho rilasciato alla stampa e il colloquio che abbiamo avuto una settimana prima della mia revoca. 
Preferisco riportare le sue parole nella nota che ho redatto (leggi qui) ascoltando attentamente il suo discorso e prendendo appunti. La nota potrà successivamente essere confrontata con il verbale ufficiale che verrà pubblicato tra circa un mese. Mi sono permesso solo di evidenziare in neretto un passaggio nel quale il sindaco ha fatto un'insinuazione abbastanza grave e priva di riscontro rispetto a quanto ho scritto e dichiarato.

In seguito a questa comunicazione del sindaco ho chiesto la parola per fare un intervento (leggi qui) nel quale ho messo in evidenza la differenza dei rapporti con gli altri colleghi della maggioranza e, soprattutto, il mio stato d'animo rispetto al metodo utilizzato dal sindaco, chiudendo con le motivazioni per cui io e il Comitato Civico Cassina restiamo all'interno della coalizione con la quale i cittadini ci hanno eletto.

Il secondo passaggio è stato quello dell'interpellanza che ho presentato il 31 gennaio 2018 al sindaco non per chiedere le motivazioni della sua decisione, come da lui interpretato, ma per avere spiegazioni su alcune sue dichiarazioni rilasciate tramite comunicato stampa in occasione della mia revoca. Prima di leggere il testo dell'interpellanza ho fatto una premessa con la quale ho riconosciuto quanto sia inusuale che un consigliere comunale presenti un'interpellanza al sindaco ma che, non avendo avuto l'opportunità di un confronto per chiedere spiegazioni di persona, mi sono avvalso dello strumento che il regolamento comunale mette a disposizione di tutti i consiglieri.

Il sindaco introduce la lettura della sua risposta (leggi qui) dichiarando di avere volutamente ignorato la norma del regolamento comunale che prevede la consegna di una risposta scritta entro 10 giorni dal ricevimento dell'interpellanza. Il resto del suo intervento ricalca in gran parte la non risponde nella sostanza alla mia interpellanza.
sua comunicazione precedente e

L'ultimo documento che condivido  è il testo del mio commento  (leggi qui)  alla risposta insoddisfacente e fuori tema del sindaco.

Riporto l'ultimo passaggio di questo commento per porre fine a questa vicenda e tornare a fare ciò per cui i cittadini ci hanno eletto al Consiglio Comunale:

Da parte mia con questa interpellanza, e con quanto dichiarato all'inizio di questo consiglio comunale, si chiude questa parentesi, per certi versi dolorosa, nella storia di questa amministrazione. È tempo di tornare a concentrarsi sulle cose da fare, perché ritengo che per i cittadini sia molto più importante che vengano risolti i problemi di Cassina de' Pecchi e vengano mantenuti gli impegni che ci siamo assunti pubblicamente.

Questa deve essere la priorità per tutti noi.

venerdì 9 febbraio 2018

La mia revoca dalla Giunta

Il 22 gennaio scorso, il Sindaco Mandelli ha firmato il decreto di revoca delle mie deleghe assessorili (leggi qui) e contestualmente ha inviato un comunicato agli organi di stampa con il quale annunciava il provvedimento (leggi qui) .   
Secondo quanto prevede il comma 4 dell'articolo 46 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) "il sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio". 
Attenendosi alle prescrizioni legislative, il sindaco non ha condiviso preventivamente la sua decisione né con il sottoscritto, né con gli altri membri della Giunta e della maggioranza consiliare, decidendo di comunicare le motivazioni che lo hanno portato alla sua decisione nella seduta del prossimo Consiglio Comunale, prevista per Giovedì 15 febbraio alle ore 21.
Da parte mia, non avendo avuto l'opportunità di discutere con il sindaco Mandelli né le motivazioni della mia revoca, né i contenuti delle sue dichiarazioni agli organi di stampa, ho deciso di avvalermi di uno degli strumenti che lo Statuto Comunale ed  il regolamento del Consiglio Comunale mettono a disposizione di tutti i Consiglieri, non solo quelli di opposizione, e di presentare un'interpellanza (leggi qui) con la quale chiedo al sindaco di spiegare queste sue dichiarazioni (vedi punto 3-g dell'ordine del giorno ). Ho fatto questo passo, inusuale perché di solito un consigliere di maggioranza non interpella il sindaco in Consiglio Comunale, per avere la garanzia che venga fatta chiarezza su tutto quanto dichiarato dal sindaco e non solo su ciò che è prescritto dalla legge. In poche parole vorrei che, oltre a motivare pubblicamente la decisione, il sindaco Mandelli spieghi anche le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa che ritengo lesive della mia onorabilità come persona e come amministratore. Auspico  che la prossima seduta del Consiglio Comunale   sia l'occasione per fare chiarezza anche di fronte ai cittadini, sia coloro che mi scrivono che quelli che incontro in paese, ai quali faccio fatica a spiegare i motivi di quanto accaduto e mi auguro che si possa chiudere questa dolorosa parentesi per tornare a concentrarsi sulle cose da fare per Cassina de' Pecchi. 

Questo ultimo anno di mandato mi vedrà occupato in un ruolo diverso: non più membro della Giunta, amministratore ed esecutore dei progetti funzionali alla realizzazione del programma amministrativo, bensì Consigliere a sostegno della Giunta con l'obiettivo di dare il proprio contributo affinché vengano mantenuti gli impegni che ci siamo assunti di fronte alla cittadinanza

venerdì 8 dicembre 2017

Un PGT da rivedere.

Lo scorso mese di Novembre il Consiglio Comunale ha approvato il   DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2018-2020  che contiene i programmi e gli obiettivi che l'Amministrazione Comunale si prefigge di realizzare nell'ultimo anno di mandato. Il documento, che ritengo molto ben strutturato, parte facendo un'analisi strategica delle condizioni esterne ed interne all'Ente, poi richiama le linee strategiche sulle quali si basa il Programma Amministrativo e, infine, riporta la programmazione del prossimo periodo, andando anche oltre la data di scadenza del mandato e lasciando una traccia per l'Esecutivo che si insedierà dopo le elezioni del 2019. 
Prima di scrivere la parte di mia competenza di questo documento ho fatto un'analisi dello stato di attuazione dei programmi che si riferiscono alle deleghe che mi ha affidato il Sindaco. 

Tra un mese scriverò un articolo nel quale riporterò i dettagli di questa analisi per ciascuna delega, mentre adesso mi soffermo su quella che ritengo la parte più critica del mio bilancio: l'attuazione del Piano di Governo del Territorio
Sin dal primo giorno di governo di questa Amministrazione l'obiettivo primario è stato quello di redigere il PGT in tempi brevissimi per evitare il commissariamento da parte della Regione Lombardia. Le linee guida erano chiare e ben definite: zero consumo di suolo, riqualificazione e recupero del Patrimonio pubblico e privato, miglioramento del sistema di viabilità, riduzione delle volumetrie residue in alcuni quartieri per evitare che altre ville venissero trasformate in palazzine di tre o quattro piani 

Obiettivo raggiunto in 18 mesi, dopo avere organizzato otto incontri con la cittadinanza e cinque riunioni di Commissione Urbanistica. 
Le opere pubbliche più importanti inserite nel PGT sono l’ampliamento del cimitero di Camporicco grazie al quale sarà possibile risolvere il problema della carenza di spazi di cui soffriamo ormai da qualche anno, la realizzazione di una rotatoria in via Roma all'incrocio con via Vittorio Veneto, la realizzazione del prolungamento di via Mazzini fino all'incrocio con via Roma, la riqualificazione del centro, la ristrutturazione degli edifici pubblici (ex scuola ed ex caserma dei vigili) situati nell'area del municipio, la realizzazione dell'Area feste a Sant'Agata e il recupero della Cascina Bindellera. 
Non avendo inserito nel PGT nuove aree edificabili sia a livello residenziale che produttivo, è stato previsto che i finanziamenti necessari alla realizzazione di questi progetti venissero reperiti attraverso l'accensione di qualche mutuo e l'incasso degli oneri derivanti dalla realizzazione dei piani di recupero e/o riqualificazione di alcune importanti aree private dismesse tra le quali le più importanti sono la ex Mabater in Via Don Verderio, la ex Nicola e Albia a Villa Magri), l'ex distributore di carburanti a Villa Quiete e l'ex albergo di via Marconi. 
Il PGT è stato approvato a fine 2015, nessuno di questi interventi privati è stato avviato e l'unica opera pubblica, tra quelle previste nel piano, realizzata sinora è stata la rotatoria in via Roma. Sono state fatte altre cose molto importanti ma se guardiamo allo stato di attuazione del PGT, questa è la situazione. 
Una situazione nella quale si aggrava il problema del degrado delle aree stesse dismesse e, allo stesso tempo, si rileva la mancanza di importanti entrate da oneri di urbanizzazione che dovrebbero finanziare la realizzazione delle opere pubbliche.


Come uscirne?
Le mie riflessioni personali mi hanno portato a pensare che sia necessario rivedere alcuni dei vincoli imposti nel piano con l'obiettivo di agevolare l'iniziativa degli operatori privati.


Un altro aspetto di cui prendo atto, sulla base dell'esperienza maturata in questi due anni dall'approvazione del PGT, riguarda i problemi segnalati da diversi soggetti proprietari di immobili che si riferiscono ai nuovi parametri tecnici introdotti con il Piano del Regole, parametri che rendono problematici anche quei moderati interventi di ampliamento che permetterebbero la realizzazione di nuovi alloggi a supporto della crescita dei nuclei familiari, pur senza generare nuovo consumo di suolo e senza arrivare alla trasformazione di una villa in palazzina.  
Non rinnego il lavoro fatto ma ritengo che dopo avere raggiunto il primo obiettivo di redigere un piano che, a differenza di quello, per fortuna fallito, della precedente amministrazione, tenga in considerazione la tutela del territorio, sia necessario avviare una seconda fase attraverso la quale predisporre uno o più tavoli di confronto con i cittadini e gli operatori privati per arrivare ad avviare l'iter di  variante del Piano di Governo del Territorio con l'obiettivo di gettare le basi per un rilancio dello sviluppo urbanistico di Cassina de' Pecchi senza mai perdere di vista il tema della tutela del territorio ma evitando di ritrovarci accerchiati dalle aree in degrado.



mercoledì 22 novembre 2017

Caso MAXCOM

Articolo pubblicato da La repubblica.it il 25 ottobre 2017:
MIGLIAIA di tonnellate di rifiuti pericolosi rimessi in circolazione come olio combustibile e venduti come prodotto energetico. Società di copertura che intermediavano la commercializzazione di rifiuto. Fuoriuscite di sostanza inquinante dai serbatoi, usurati dalle sostanze, con il rischio di essere assorbita dal terreno. Arriva in udienza preliminare, fissata per il prossimo 20 novembre, l'inchiesta del pm Letizia e del procuratore antimafia Ilda Boccassini su un presunto, enorme traffico illecito di rifiuti. Secondo quanto ricostruito dalla tenenza di Gorgonzola della Guardia di Finanza, tra il 2010 e il 2015, nel deposito della società Maxcom Petroli, a Cassina de' Pecchi, sarebbero transitate «24.771 tonnellate di olio di sentina proveniente da operazioni di recupero, da qualificarsi come rifiuto pericoloso in ragione del fatto che la sostanza non aveva completato il ciclo di recupero al termine del quale diveniva assimilabile all'olio combustibile denso».

Sul caso in questione ho ricevuto da parte di alcuni cittadini la richiesta di spiegazioni sulla decisione, annunciata agli organi di stampa dal Sindaco, di non costituire il Comune di Cassina de' Pecchi come parte civile nel procedimento in corso,

In occasione di una riunione dei consiglieri di maggioranza fu posta la questione al Sindaco il quale si riservò di valutare l'opportunità di costituire il Comune come parte civile per richiedere il rimborso dei danni subiti dall'Amministrazione Pubblica in seguito allo sversamento di idrocarburi sul territorio comunale.

Successivamente il Sindaco ha informato verbalmente la Giunta che, dopo avere consultato un Legale, aveva valutato non fosse opportuno compiere questo passo fino a che non si chiuda il procedimento penale in corso, ma di valutare la questione in un secondo tempo.

Non si tratta quindi di una dimenticanza ma di una scelta ponderata fatta dal Sindaco che ha la titolarità e la competenza sia sulle questioni legali che sulla gestione del Demanio e Patrimonio comunale.

lunedì 28 agosto 2017

I murales della discordia


Il 28 febbraio 2014, nel corso del Forum Cultura, Arte e Sport, una delle iniziative pre-elettorali di Cassina Domani, chiudevo il mio intervento con l'auspicio  che a Cassina de' Pecchi venissero messi a disposizione dei giovani alcuni muri pubblici per la realizzazione di murales che portassero qualche nota di colore e allegria (in questo video al minuto 8':50") e togliessero spazio agli imbrattatori.

Quasi un anno dopo, su iniziativa di un gruppo di giovani vicini al mondo dei writers, che in questo caso non sono scrittori ma graffitisti, vede la luce il Progetto street art 2015.  Nel giro di qualche mese il progetto prende forma e i promotori lo presentano all'amministrazione comunale che approva il piano e si impegna a reperire i fondi necessari. Per dirla tutta il sottoscritto e qualche altro consigliere comunale avevano chiesto di visionare i bozzetti delle opere prima della loro traslazione sui muri pubblici ma la richiesta venne respinta con la motivazione che gli artisti avrebbero lavorato gratis e quindi avrebbero avuto il diritto di esprimersi liberamente. A quel punto la maggioranza decise di proseguire fornendo però qualche linea guida: tanto colore e messaggi positivi. Sul finire della primavera partono i lavori e sappiamo tutti com'è andata a finire: tante critiche dalla gran parte dei cittadini per alcune opere tetre, altre addirittura angoscianti, qualcuna incomprensibile e completamente avulsa dal contesto in cui è stata realizzata. 

Alcune opere ottengono apprezzamenti positivi ma sono una minoranza rispetto a quelle che hanno fatto scrivere fiumi di lamentele.

















Passano due anni e, contrariamente alle intenzioni iniziali, non si ha nessuna notizia della seconda edizione del festival, ma nel mese di luglio sul tavolo della Giunta Comunale arriva una delibera con la quale si propone di concedere altri spazi pubblici ai graffittisti, questa volta solo due pareti e solo due artisti. 

Memore dell'esperienziale precedente, il sottoscritto chiede che questa volta si presentino i bozzetti prima del via ai lavori. Richiesta accettata dai colleghi di Giunta e qualche settimana dopo i due artisti si presentano in Municipio. L'inizio della discussione non è promettente, si parla ancora della libertà di espressione, qualcuno tiene una mini lezione sulla differenza tra opere gratuite e opere commissionate (e quindi a pagamento), qualcun altro precisa che nessuno può pretendere di fare ciò che vuole sui muri pubblici, che sono patrimonio di tutti, senza tenere in considerazione il parere negativo espresso precedentemente dalla gran parte dei cittadini. Si arriva al punto di mediazione e gli artisti ci mostrano, a titolo di esempio del genere di opera che intendono realizzare, alcuni disegni che hanno lasciato sui muri di altre località.



 Le immagini dell'orso e dell'elefante convincono la Giunta a dare il benestare su quel genere di soggetti con la raccomandazione di restare sul  sobrio e sul positivo. L'assessore alla partita si ritiene soddisfatto dell'accordo raggiunto e da il via libera agli artisti quando siamo ormai giunti all'inizio del mese di agosto. Lo scorso fine settimana arriva la sorpresa, uno degli artisti pubblica su Facebook la prima opera completata, un dinosauro che sovrasta minaccioso il muro di una casa che sta crollando. Successivamente appare anche la seconda opera che assomiglia moltissimo a quelle che, in precedenza, ignoti avevano  lasciato abusivamente si muri circostanti. Personalmente ritengo queste due opere brutte, la seconda molto di più, e assolutamente estranee a quanto si era concordato nella riunione terminata con la mediazione. Non mi prometto di criticare gli artisti perché io rispetto la libertà di espressione, anche se non condivido il loro genere e l'ostinazione a rappresentare situazioni negative (case che crollano, belve minacciose, etc.), però mi sento tradito, ancora una volta, nella fiducia che avevo accordato ai miei colleghi che promuovono queste iniziative.

Ci troviamo in una situazione paradossale nella quale il gusto artistico di pochi viene imposto a molte più persone che non lo condividono, non lo gradiscono e meriterebbero più rispetto, come meriterebbero più rispetto tutti i rappresentanti eletti dalla maggioranza dei cittadini.  
Una situazione inattesa e inaccettabile per chi nel febbraio 2014 sognava l'allegria sui muri della sua città ed oggi si trova costretto a dire "basta con i murales!". 





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martedì 13 giugno 2017

E’ l'anno del Palio, quattro contrade, un solo paese!


Con lo slogan “Amore e Fantasia” l’Associazione Fuori La Voce è attiva sul nostro territorio dal 2006, quando un gruppo di ragazzi decise di mettere il proprio tempo e la propria creatività a disposizione della comunità organizzando iniziative ed eventi volti a stimolare l’aggregazione e la solidarietà tra i giovani. Da allora la festa in maschera a Carnevale, l'Hawaiian Party e il Torneo Scorpiniti sono diventati appuntamenti di grande risonanza e partecipazione in tutto il territorio della Martesana. Nel 2011 la fantasia e la creatività dei ragazzi di Fuori la Voce hanno individuato un nuovo obiettivo altamente sfidante e, allo stesso tempo, particolarmente affascinante: ridare vita al Palio delle Contrade!
La storia del Palio delle Contrade inizia nel 1971, quando Cassina de’ Pecchi contava poco meno di seimila abitanti, e diventa una manifestazione a cadenza annuale fino al 1975. Dopo una lunga pausa, nel 1991 un gruppo di cittadini fonda l'Associazione Palio delle Contrade e ripristina la tradizionale manifestazione che si svolgerà ogni anno fino al 1996. Nel 2012 il Palio torna a Cassina de’ Pecchi, grazie proprio a Fuori la Voce che disegna un format inclusivo fondato sull’aggregazione e sulla partecipazione di cittadini di tutte le fasce d’età. L’idea delle contrade vuole essere la scintilla che accenda la curiosità di approfondire la conoscenza di quei vicini di casa che si incontrano ogni giorno in ascensore o nel parco di quartiere, ma con i quali non si è mai andati oltre un cordiale saluto. Nei giochi e nelle gare non solo cadono le frontiere d'età, di nazionalità o di ceto sociale, ma si impara a conoscersi ed aiutarsi l'un l'altro per raggiungere un obiettivo comune e si pongono le basi per la costruzione di una comunità più solidale. Ogni edizione del Palio lascia in eredità nuove amicizie.
Fuori La Voce si rinnova nella continuità, all’edizione del 2012 sono seguite quelle del 2013 e del 2015, un’altra brillante intuizione è stata quella di dare una cadenza biennale all’appuntamento evitando complicate sovrapposizioni con gli eventi sportivi a carattere internazionale (campionati Mondiali ed Europei di calcio) e ottenendo l’effetto di creare una grande attesa per l’edizione successiva. In queste settimane l’attesa è già diventata impazienza, le contrade si stanno organizzando, fervono le riunioni e le attività di reclutamento, tutti i cittadini hanno l’opportunità di mettere il proprio entusiasmo e le proprie abilità a disposizione dei colori della contrada nella quale vivono. Alcuni, che nel frattempo hanno messo su casa, scenderanno in campo e in piazza con una maglietta di colore diverso rispetto a quella indossata due anni fa e anche questo è il bello del Palio: nuove amicizie, nuove rivalità, nuove sfide e tanto, tanto divertimento per tutti!
A tutti i ragazzi di Fuori La Voce va il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale per la dedizione, la passione e l’entusiasmo che si rinnovano ad ogni iniziativa.
Buon Palio!

Sul numero di giugno dell'Informatore comunale troverete due pagine dedicate al passato e al presente di questa manifestazione (link sul lato destro di questo blog).