sabato 22 dicembre 2018

Consiglio Comunale del 21 dicembre


In apertura di serata è andato in onda il secondo atto del teatrino natalizio, inaugurato nei giorni scorsi sui social networks da una parte dell’opposizione, che aveva per oggetto il presepe vivente.
Preferisco non commentare quanto ho letto prima e sentito ieri sera, ogni parola detta o scritta viene strumentalizzata ed il tema in discussione meriterebbe maggiore rispetto ed educazione.


 L’ordine del giorno della seduta prevedeva un paio di interpellanze, l’approvazione di alcuni regolamenti ed altri punti di poco interesse per il pubblico che, già poco numeroso all’inizio, ha abbandonato la sala molto presto. L’argomento principale è stato l’approvazione del Piano di diritto allo studio per l’anno scolastico in corso. Il Piano è lo strumento atto a garantire il diritto di accesso ai servizi scolastici e ad offrire le migliori condizioni possibili per un’offerta formativa di qualità. Il Piano illustra tutte le attività che l’Amministrazione Comunale svolge a favore della popolazione scolastica nelle varie aree di intervento e l'assegnazione delle necessarie risorse economiche per la manutenzione degli immobili, i costi delle utenze, il trasporto scolastico, la mensa, il pre e post scuola, l'assistenza sociopsicopedagogica, i libri e il materiale didattico, il sostegno alla programmazione educativa, la didattica e il sostegno agli alunni diversamente abili, nella scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. La maggior parte delle risorse economiche per sostenere il piano vengono messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale.

Quest’anno l’assessorato all’istruzione ha avuto l’opportunità di arricchire ulteriormente l’offerta formativa grazie ad una economia di costi che ha liberato 26.000 euro da utilizzare per inserire nuovi progetti soprattutto per la scuola dell’infanzia e per il sostegno psicologico. Nei tre anni in cui, nel mio ruolo di assessore allo sport, ho interagito con la Dirigenza Scolastica avevo incontrato diverse difficoltà ad inserire il programma di avviamento allo sport nella scuola primaria. Il programma prevedeva l’erogazione di alcune ore di attività sportiva che andava dalla psicomotricità pe ri più piccoli alle elezioni di calci, pallavolo e basket pe ri più grandi. Istruttori diplomati, che lavorano per le società sportive del territorio, affiancavano le insegnanti nelle ore di educazione fisica. Nel 2015-2016 abbiamo fatto un esperimento, nel 2016-2017 abbiamo aumentato il numero di ore e nel 2017-2018 la proposta non è stata accolta dalla nuova Dirigente Scolastica. Proprio un anno fa suggerii alla mia collega con delega all’Istruzione di prevedere per il successivo Piano di diritto allo studio l’inserimento di un progetto dedicato alla pratica sportiva differenziata per età e per discipline, con l’obiettivo di avvicinare tutti i bambini all’attività fisica e motoria ed allo sport. Io ritengo che lo sport sia uno dei pilastri fondamentale per la formazione dei giovani cittadini, insieme all’istruzione ed alla famiglia. Lo sport è uno degli elementi chiave del programma amministrativo della coalizione che amministra Cassina de’ Pecchi. Abbiamo voluto tradurre quell’impegno garantendo la qualità delle strutture sportive (abbiamo riqualificato tre impianti sportivi in tre anni ed il quarto è in cantiere) e dell’offerta multidisciplinare. Abbiamo lavorato anche per ridurre il fenomeno dell’abbandono dello sport in età adolescenziale e il progetto di avviamento allo sport nella scuola primaria andava anche in quella direzione: partire dalle fasce d’età più basse e accompagnare la crescita sia nell’apprendimento che nella pratica.

La disponibilità di maggiori risorse economiche mi faceva sperare che quest’anno fosse la volta buona per inserire stabilmente e da subito lo sport nel piano formativo del diritto allo studio, a fianco dei progetti rivolti al sostegno psicologico, allo yoga, al teatro, alla musica etc.
Invece no, lo sport non c’è, a parte il progetto dei giochi della gioventù, non si è provveduto ad utilizzare tre o quattromila euro (dei 26.000 di maggiore disponibilità) per inserire un progetto di avviamento allo sport. La mia delusione è stata ancora maggiore quando mi è stato detto che lo sport non è tra le priorità di chi gestisce la formazione dei nostri giovani cittadini, qualcuno (non dai banchi del consiglio comunale) ha usato parole più dirette: “dello sport non gliene frega un cazzo”.

Nel mio intervento finale prima del voto, che è stato favorevole perché i contenuti del piano sono molto validi e importanti per i nostri studenti, ho evidenziato che, considerando che a Cassina non abbiamo un Dirigente Scolastico permanente ma quasi ogni anno ci viene assegnato un reggente che deve spendere la prima parte del mandato a conoscere il sistema e la realtà locale per poi essere mandato altrove dopo 12 o 24 mesi, è necessario che l’amministrazione comunale sia parte attiva quando si definisce il piano di formazione allo studio, non si dovrebbe solo mettere a disposizione i fondi ma discutere insieme le priorità e gli obiettivi del piano con una progettualità a medio termine e non legata alla durata di un reggente.

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