martedì 16 febbraio 2021

La Commissione Urbanistica non è il megafono del Sindaco

Lo scorso 11 febbraio si è svolta una seduta di Commissione Urbanistica, della quale sono il Presidente.

All'ordine del giorno c'era la presentazione dello studio di impatto viabilistico aggiornato alla luce del prossimo insediamento di Cortilia in una parte dell'area che il progetto di riqualificazione della ex-area Nokia ha destinato alla logistica.
In apertura il Sindaco, invitato in qualità di relatore, ha rimarcato come la sua Amministrazione valorizzi il ruolo della Commissione al contrario di quella precedente che aveva preso decisioni importantissime senza passare prima dall'organo consultivo.

Per meglio comprendere il significato di questa affermazione, che condivido nel merito, è utile precisare che la Commissione Consiliare Permanente esercita la propria funzione mediante la valutazione preliminare degli atti di programmazione e pianificazione operativa. I Commissari esaminano tali atti e forniscono un parere consultivo in merito all’indirizzo che la Giunta e/o il Consiglio Comunale dovrebbero adottare.
Un Sindaco o un Assessore hanno il dovere di passare dalla Commissione prima di adottare un provvedimento importante, si tratta di un atto dovuto non di una cortesia.

Prima della seduta il Sindaco mi aveva informato che dopo una sua introduzione avrebbe dato la parola ai tre commissari di maggioranza. Si trattava di una richiesta irrituale perché quando il politico ha necessità di un supporto tecnico invita un relatore esterno e non  delega un altro politico.
In ogni caso, poiché bado più alla sostanza che alla forma, ho accolto senza problemi la richiesta pensando che forse la Commissaria Mazzoni e i suoi colleghi commissari di maggioranza fossero in possesso di competenze specifiche delle quali non ero a conoscenza.

Peccato che dopo che la Commissaria Mazzoni ha letto la relazione tecnica in maniera comprensibile i suoi colleghi di maggioranza hanno utilizzato la seduta come un megafono della propaganda.
La Commissaria Ferrara ha letto un documento, probabilmente non scritto di suo pugno, che illustrava il core business di Cortilia e proseguiva celebrando l’azione della sua Amministrazione. Non si è trattato di un intervento personale sul merito della questione in oggetto di seduta quanto della lettura di un comunicato stampa a mero scopo propagandistico. Nessun contributo alla discussione sullo studio viabilistico ma la recita di una parte che evidentemente le era stata assegnata dalla ‘regia’.
Il Commissario Moretti, dopo avere premesso che avrebbe fatto un intervento fuori tema nonostante io all’inizio avessi posto come regola di indirizzare la discussione sull’oggetto della seduta, ha raccontato che Cortilia verrà supportata logisticamente nelle operazioni di selezione del personale da assumere facendo anche intendere che si cercherà di favorire i cassinesi, cosa che, sappiamo tutti, non si può fare. In ogni caso, nel suo intervento Moretti non ha speso una singola parola sulle problematiche della viabilità.

Per educazione ho ascoltato senza interrompere nessuno, non ho censurato nessun intervento astenendomi da commenti critici, che pur sarebbero stati legittimi in virtù del mio ruolo, perché il mio obiettivo era concentrare la discussione sui contenuti dello studio sull'impatto viabilistico generato da Cortilia.
L'unica discussione sul tema specifico si è svolta tra me e il Sindaco che faceva fatica ad ammettere che nell'ora di punta (tra le 17 e le 18) il numero di veicoli in più che circoleranno quando Cortilia sarà a regime è lo stesso che era stato stimato a fronte del progetto originale del "mega sito logistico" (erano previsti 60 allora e sono previsti 63 adesso).

Il giorno dopo, senza attendere nemmeno la stesura definitiva a e la firma del verbale, l’ufficio stampa del Comune ha diramato l’ennesimo comunicato propagandistico nel quale strumentalizza la seduta di Commissione per lanciare i soliti attacchi e le solite autocelebrazioni, fornendo anche informazioni non corrispondenti a quanto discusso e omettendo la conclusione del confronto sui numeri che ho appena citato.

Se questa è la visione che il Sindaco e la sua maggioranza hanno del ruolo di una Commissione Urbanistica (megafono di propaganda invece che organo consultivo con il compito di valutare preliminarmente gli atti di programmazione e pianificazione operativa) io non continuerò ad esserne il Presidente.

Nelle prossime ore invierò un mia comunicazione ufficiale in tal senso ai componenti la Commissione e al Sindaco. 


domenica 24 gennaio 2021

Una (vecchia) proposta per il Cimitero

In coerenza con il nostro impegno di collaborare con l'attuale Amministrazione per la realizzazione degli obiettivi del Programma Elettorale del Comitato Civico Cassina, abbiamo presentato al Vice Sindaco una proposta che potrebbe risolvere un problema che da un decennio ormai affligge la nostra Comunità.

Da oltre 10 anni il cimitero di Camporicco si trova in emergenza sia per quanto riguarda la disponibilità di colombari che per l’esaurimento degli spazi destinati alle sepolture in campo comune.
L’Amministrazione D'Amico tamponò provvisoriamente la situazione con la costruzione di circa 90 colombari che si esaurirono in poco tempo tanto che nel 2017, con l'Amministrazione Mandelli che stava redigendo il nuovo Piano Regolatore Cimiteriale, iniziò il dirottamento delle sepolture verso il cimitero di Sant’Agata. Una delibera di Giunta approvata in quell'anno, concede tuttora ai familiari il diritto di trasferire a Cassina le salme dei loro cari nel momento in cui, a seguito di estumulazioni o nuove costruzioni, si liberassero dei posti

L'Amministrazione Mandelli, all’interno della quale ricoprii per quasi 4 anni il ruolo di Assessore ai Servizi Cimiteriali, il 27 novembre 2017 approvò il nuovo Piano Regolatore dei Servizi Cimiteriali. Quel Piano prevede un ampliamento del Cimitero in 3 lotti fino a raggiungere la capienza necessaria a coprire le esigenze dei vent’anni successivi.


AMPLIAMENTO PREVISTO DAL PIANO REGOLATORE CIMITERIALE


Il primo lotto del progetto sarebbe stato realizzato occupando la sede stradale di via Don Verderio deviando il collegamento nord-sud sulla viabilità esistente sul perimetro est del Camposanto. 

Durante la stesura del piano ebbi modo di confrontarmi con diversi professionisti e mi resi conto che l’idea di costruire il primo lotto di ampliamento sul tratto stradale di via Don Verderio sarebbe stato tecnicamente molto complesso per la presenza della rete di sottoservizi e di conseguenza molto oneroso dal punto vista finanziarioConsiderato che per la costruzione dei lotti successivi sui terreni di proprietà privata si sarebbe dovuto avviare un lungo iter di esproprio, elaborai con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico comunale una soluzione alternativa per la realizzazione del primo lotto.

AMPLIAMENTO - PIANO B


Questa soluzione prevedeva la costruzione di nuove strutture di colombare a quattro livelli a ridosso del perimetro sud del cimitero di Camporicco, l’unico dei 4 lati che conserva ancora 5 metri di margine sul limite di rispetto della distanza dai fabbricati.
La porzione di parcheggio occupata da questa costruzione sarebbe stata recuperata negli spazi adiacenti, quelli di proprietà comunale oppure, attraverso una convenzione, quelli di proprietà privata. Restava da valutare se occupare comunque la sede stradale per dare continuità oppure collegare i due siti con un attraversamento protetto. 

Questa soluzione avrebbe messo a disposizione lo spazio necessario per costruire da 200 a 300 loculi, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 8-10 anni. 
Contemporaneamente si sarebbero avviate le procedure di acquisizione degli spazi necessari per realizzare la rimanente parte del Piano Regolatore Cimiteriale. 

Nel mese di giugno del 2017 il sindaco, che deteneva anche la delega ai Lavori Pubblici, ritenne opportuno proseguire con la realizzazione dell'idea originale; 5 mesi dopo approvammo il Piano e, come già noto, due mesi dopo venni rimosso dall'incarico.

Alla luce dei fatti e della situazione odierna, ritengo che la proposta del PIANO B meriti di essere presa in considerazione per mettere la parola fine ad un’emergenza che crea ulteriore disagio alle famiglie già colpite da un lutto.

Questa crisi ha favorito l’incremento delle richieste di cremazioni con conseguente calo della domanda di loculi ma resta l’urgenza di provvedere ad un ampliamento che guardi ad una prospettiva di lungo termine e risolva definitivamente il problema.
Quando ero assessore ricevetti dalla Parrocchia la richiesta di intervenire affinché le famiglie che non desideravano cremare i loro cari non fossero costrette a farlo a causa della mancanza di posti nel cimitero, immagino che lo stesso appello sia stato rivolto anche al Vice Sindaco Vimercati. 
 
L'Amministrazione Balconi ha appena completato la costruzione di 32 loculi nel cimitero di Camporicco per fare fronte alle necessità di breve periodo che comprenderanno sia le nuove sepolture che le eventuali richieste di trasferimento. 
L'attuale Amministrazione ha inoltre dichiarato l'intenzione di rifare completamente il piano e di legarlo all'approvazione della variante al PGT alla quale, come dichiarato nel Documento Unico Programmatico, si prevede di arrivare nel 2023.
In questo modo sarà molto complicato fare fronte all’emergenza con i 32 nuovi loculi e con le estumulazioni periodiche, se tutto va bene forse si tirerà avanti per un paio d'anni confidando sul trend in crescita delle cremazioni.

Per questo motivo abbiamo ritenuto importante e doveroso portare questa proposta all'attenzione del Vice Sindaco Vimercati e lo abbiamo fatto presentando un'interpellanza.

Purtroppo non sono previste sedute di Consiglio Comunale a breve, forse la prima seduta utile per discutere pubblicamente interrogazioni e interpellanze cadrà nel mese di marzo.
In ogni caso il regolamento prevede che l'interpellato dia una risposta scritta entro 10 giorni per cui appena conosceremo la posizione della Giunta ne daremo visibilità.

Avendo lavorato su questo tema a stretto contatto sia con i tecnici del comune che con alcuni professionisti esperti del settore, ho dato la mia piena disponibilità a collaborare perché su temi come questo, secondo me, non esistono posizioni di parte.

venerdì 8 gennaio 2021

Consiglieri Comunali e cittadini presi in giro

"Se per una volta tradisci la fiducia dei tuoi concittadini, non riguadagnerai mai la loro stima e rispetto."
ABRAHAM LINCOLN


L'ILLUSIONE 
Poco più di un anno fa la Giunta Balconi decise di istituire i “GRUPPI DI LAVORO”, definiti come organi di raccordo e di collegamento tra la cittadinanza e l’Amministrazione Comunale

Venne redatto un regolamento secondo il quale "la funzione dei gruppi di lavoro è consentire e facilitare il momento partecipativo di cittadini che si rendono disponibili, ai problemi amministrativi, mediante l’approfondimento di particolari problematiche e il supporto, a titolo di volontariato, in alcune attività della giunta comunale vicine alle proprie competenze e/o professionalità."

Fui l'unico Consigliere Comunale di minoranza che accolse con favore questa novità perché ritenevo che questo provvedimento istituzionalizzava e rendeva trasparente una prassi adottata da molti sindaci i quali, quando affrontano temi di una certa complessità, si affidano a professionisti ed esperti che, di solito, gravitano nella loro area politica. Ero abbastanza certo che anche il Sindaco Balconi avrebbe scelto tra i cittadini che condividono la sua linea politica, però ero convinto che grazie al regolamento redatto dalla maggioranza tutti i cittadini avrebbero saputo chi sono gli esperti chiamati a supporto del Sindaco e, soprattutto, tutti i cittadini avrebbero saputo cosa fanno questi esperti visto che il regolamento prevede la stesura dei verbali di ogni riunione dei Gruppi di Lavoro.

Lo scorso mese di settembre, trascorsi nove mesi dalla nomina ufficiale dei signori Bergomi e Attanasio come membri dei Gruppi di Lavoro, con un'interrogazione chiesi al Sindaco quante riunioni avessero fatto e se fossero disponibili i verbali. La risposta fu che non era prevista la stesura dei verbali ma al Sindaco era sfuggito che il regolamento diceva esattamente il contrario. A metà ottobre protocollai una richiesta di accesso agli atti chiedendo al Segretario Generale di farmi visionare i verbali e non ottenni risposta. Lo scorso mese di dicembre presentai una seconda interrogazione al Sindaco la quale mi rispose che "dal 22 dicembre 2019 il gruppo di lavoro si è riunito quattro volte; sono stati prodotti altrettanti verbali che sono a disposizione dei Consiglieri presso l’Ufficio segreteria con apposita richiesta di accesso agli atti".

Prima presa in giro:

quando chiesi i verbali a settembre il Sindaco, davanti a tutti i Consiglieri Comunali ed ai cittadini, rispose che non c'erano i verbali e a dicembre invece i verbali sono saltati fuori!

Seconda presa in giro:

a dicembre, quindi, il Sindaco, davanti a tutti i Consiglieri Comunali ed ai cittadini, risponde che i verbali ci sono ma se li voglio visionare devo fare una richiesta di accesso gli atti. Peccato che io quella richiesta di accesso agli atti l'avevo già protocollata il 14 ottobre e, a oltre due mesi di distanza, nessuno mi aveva ancora risposto. Sentitasi chiamata in causa per questa sua inadempienza, il Segretario Generale chiede di verbalizzare che, cito testualmente, "il 14 ottobre non c'era nessun verbale". 

Dopo Natale ricevetti finalmente copia dei verbali e appurai che il gruppo di lavoro si era riunito 4 volte in nove mesi: 22 gennaio, 8 aprile, 1 settembre e 1 ottobre. Secondo il Segretario Generale al 14 ottobre non esisteva nessun verbale mentre il 22 dicembre il Sindaco affermava che i verbali erano stati prodotti. A questo punto l'unica spiegazione che posso dare a tutto ciò è che dopo la mia seconda interrogazione, protocollata a inizio dicembre, qualcuno abbia scritto i verbali facendo affidamento sulla memoria di chi aveva partecipato. Una memoria fragile, mi viene da dire leggendo i contenuti dei documenti.

Terza presa in giro:

Dopo avere letto i verbali mi sono chiesto se il Sindaco pensi che io, gli altri Consiglieri Comunali (anche quelli di maggioranza) e i cittadini siamo degli imbecilli: una persona dotata di buon senso e rispettosa degli altri avrebbe ammesso l'errore di essersi dimenticata di fare i verbali e si sarebbe presa l'impegno di rispettare il regolamento per le occasioni future. In questo caso invece si tiene la linea di non ammettere mai un errore, nemmeno quando l'errore non si può nascondere, e di farsi beffe di tutto il Consiglio Comunale e dei cittadini, perché le risposte contraddittorie, se non false, sono state date nel corso di due Assemblee Istituzionali pubbliche.

SIAMO ALLE SOLITE, QUALE TRASPARENZA?

Purtroppo, per ora, devo ammettere che i miei colleghi Consiglieri di Minoranza avevano ragione: non c'è nulla di trasparente in questa novità dei gruppi di lavoro della Giunta Balconi perché di ciò che abbiano fatto e si siano detti nelle 4 riunioni del 2020 nessuno (al di fuori di chi c'era) ne può sapere nulla. Su quei fogli che il Sindaco chiama verbali si  legge l'oggetto della riunione ma non c'è la minima narrazione di cosa si sia discusso, di cosa abbia detto chi è intervenuto e di cosa si sia concluso. Di solito i verbali riportano almeno questi tre elementi.
Io stimo l'architetto Attanasio che conosco dal 2013 e apprezzo la sua serietà e la sua professionalità, non conosco personalmente il signor Bergomi ma molti parlano bene di lui per quanto ha fatto quando è stato Sindaco. Sono convinto che entrambi abbiano lavorato nell'interesse di tutti noi cittadini di Cassina de' Pecchi, però mi domando perché non se ne dia visibilità con quella trasparenza che tanto volte questa Maggioranza ha sbandierato a parole.

TUTTO VERO?
Qualcuno si domanderà cosa ci fosse scritto in quei quattro verbali.

Li metto qui sotto in versione integrale e non sarà una lunga lettura!
Non hanno sprecato nemmeno la carta intestata, si suppone che le firme siano autentiche ma nel secondo verbale a fronte di 3 partecipanti dichiarati sono state apposte 4 firme!
Tra l'altro, chi li ha scritti non si è impegnato molto perché gli ultimi due sono esattamente uguali!
Complimenti!









lunedì 14 dicembre 2020

Ex area Nokia: riportiamo in casa le competenze

Ho presentato, a nome del Comitato Civico Cassina, un'interpellanza al Sindaco con la quale si chiede di prendere in considerazione una proposta che prevede una destinazione  diversa dalla logistica per l'ultima porzione di terreno (11.000 metri quadri) rimasta libera nella ex area Nokia Siemens. Prima di illustrare la proposta che va nella direzione di riportare a Cassina lavoro e competenze innovative, ricostruisco brevemente la storia del progetto attuale che è passato attraverso diverse revisioni.

IL PROGETTO ORIGINALE
Era l'estate del 2017, il Sindaco organizzò una riunione del gruppo di maggioranza per illustrare il progetto con il quale la società che aveva acquisito l'ex area Nokia intendeva dare nuova vita al sito che  da diversi anni era stato dismesso e abbandonato.


Visionando il questo progetto apprezzammo l'inserimento dell'area artigianale e, soprattutto, quella dedicata alle startup. Condividevamo con entusiasmo l'idea di riportare lavoro e competenze tecnologiche proprio nell'area che era stata il propulsore della crescita di Cassina de' Pecchi.
Non condividevamo, invece, la costruzione di un hotel quando a pochi chilometri di distanza esistevano altre strutture di qualità che erano già in sofferenza.
Ritenevamo, inoltre, che un'area commerciale così vasta avrebbe messo in crisi il commercio locale che già soffriva la concorrenza dei troppi centri commerciali in Martesana.
Infine, l'intervento residenziale ci sembrava sproporzionato rispetto alla situazione immobiliare del tempo.

Seguirono diverse discussioni interne e venne costituito un gruppo di lavoro informale che si confrontò anche con l'Investitore il quale riteneva quel mix tra produttivo, commerciale e residenziale, indispensabile per la redditività del progetto globale.
Di fonte alle nostre richieste l'Investitore fece alcune concessioni come la rimozione dell'hotel (che non era stata una sua idea) e la disponibilità a definire un prezzo calmierato per gli appartamenti.
Accettammo il compromesso concentrandoci sui vantaggi del progetto che avrebbe portato nel nostro territorio attività produttive, innovazione e posti di lavoro.
Restava, però, da definire un dettaglio molto importante: il PGT non prevede interventi residenziali nell'area e, di conseguenza, prima di approvare formalmente quel progetto era necessario avviare la procedura di variante dello strumento urbanistico approvato nel 2015. La volontà di avviare i lavori in tempi brevi spingeva una parte della maggioranza a rifiutare l'idea di avviare la procedura di variante.

LA VERSIONE PEGGIORATA E APPROVATA
Nell'estate del 2018 il gruppo di maggioranza, dal quale noi del Comitato Civico Cassina eravamo usciti, approvò una versione completamente stravolta del progetto.
Oltre al residenziale erano scomparsi gli insediamenti artigianali egli spazi per le startup; al loro posto un enorme insediamento logistico con una superficie estendibile fino a 44.000 metri quadri, circa 4 campi di calcio!
Gli articoli che ho pubblicato in questo blog tra il 2018 e il 2019 ricostruiscono ciò che accadde successivamente. 


LA TERZA VERSIONE
Lo scorso 3 novembre
l’Amministrazione Comunale ha annunciato che una porzione di circa due terzi dell’area a destinazione logistica diverrà il quartier generale di Cortilia. L’azienda prevede di traferire a Cassina de’ Pecchi uffici, laboratori e depositi nei quali verranno stoccati e movimentati "circa 2.500 prodotti provenienti da oltre 250 produttori selezionati". 
Non sappiamo se questa novità porterà dei miglioramenti  dal punto di vista ambientale e della viabilità, siamo in attesa di ricevere la relazione sullo studio di impatto viabilistico che sarebbe stato meglio pubblicare contestualmente all'annuncio di questo cambiamento. Per il momento prendiamo atto del migliore impatto estetico rispetto ai capannoni grandi come 4 campi di calcio.


UNA PROPOSTA PER UN FUTURO INNOVATIVO
Per evitare che anche l'ultima porzione di area libera diventi un porto di arrivo e partenze di camion e furgoni, abbiamo presentato una proposta attraverso un'interpellanza rivolta al Sindaco.
L'idea, che accoglie anche
 gli spunti ricevuti da alcuni cittadini, prevede la costituzione, insieme alla proprietà del sito, di un tavolo di lavoro che esamini l’opportunità di creare a Cassina de’ Pecchi un incubatore di Start-up innovative: società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, che abbiano come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Ritengo che questa idea, se sviluppata e sostenuta anche con gli incentivi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, permetterebbe la realizzazione di spazi fisici in cui gli imprenditori troverebbero le strutture, i servizi e le competenze necessarie per sviluppare le loro idee di business e trasformarle in realtà sostenibili. 
Un'iniziativa di questo genere favorirebbe la crescita dell’occupazione nel nostro territorio promuovendo una cultura imprenditoriale in un contesto innovativo e attirando talenti. 

I recenti provvedimenti, fiscali e normativi, del Governo vanno nella direzione di favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l'occupazione in particolare giovanile.
Una scelta in questa direzione  sarebbe remunerativa per la proprietà dell'area e riporterebbe sul nostro territorio quel patrimonio di innovazione tecnologica che, a partire negli anni ‘60 e ’70, fu il volano di crescita della nostra comunità. 

COSA NE PENSA QUESTA MAGGIORANZA?
Martedì
 22 dicembre, nel corso della seduta di Consiglio Comunale, ascolteremo l'opinione del sindaco rispetto a questa proposta che presentiamo senza alcuna dietrologia politico-ideologica ma con una sincera attenzione al futuro del nostro paese.






sabato 31 ottobre 2020

INADEGUATEZZA, COMPETENZE E METODO



Oggi non faccio il consueto resoconto della seduta del Consiglio Comunale che si è svolta giovedì corso. 
L’ordine del giorno conteneva una sola delibera di aggiornamento del discutibile accordo di affidamento diretto, senza confronto con altre offerte, del servizio di gestione dell'illuminazione pubblica.
Rinnovo anche su questa pagina il benvenuto ai due nuovi consiglieri Marangoni e D’Alessandra. 
Le interrogazioni che abbiamo presentato e le rispettive risposte, che si commentano da sole, si trovano sul lato destro di questa pagina.



IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
La precedente Amministrazione aveva affidato la Presidenza del Consiglio Comunale ad una giovane consigliera alla prima esperienza politica. La giovane consigliera studiò lo Statuto Comunale e il Regolamento del Consiglio Comunale, li imparò quasi a memoria e mantenne quei due documenti come il punto di riferimento principale per gestire il mandato che aveva ricevuto. Grazie a questo approccio quella Presidente del Consiglio dimostrò, come previsto dal Regolamento, imparzialità negli atti e nelle decisioni, senza timore di creare disappunto all’interno della Maggioranza con la quale si era candidata. Da 18 mesi osserviamo una Presidente del Consiglio poco preparata sulle normative locali, delle quali ha imparato e applica bene quelle che riguardano la gestione ordinaria, i tempi di intervento dei consiglieri piuttosto che le tempistiche di convocazione delle sedute, ma va in difficoltà quando si tratta di dirimere questioni che richiedono l'adeguata conoscenza del Regolamento e dello Statuto; per cavarsi d'impaccio chiede spesso aiuto al Segretario Generale che in soli 14 mesi di incarico ha già superato abbondantemente il numero di interventi che il suo predecessore aveva fatto in quasi 5 anni! Tra l'altro anche il Segretario Generale incappa in qualche contraddizione sull'interpretazione del nostro Regolamento che forse anche lei non conosce a sufficienza. 
Tornando alla Presidente del Consiglio Comunale, se un anno fa era doveroso dimostrare comprensione per chi si cimentava per la prima volta in un ruolo che non è semplice per natura, adesso nasce il dubbio dell’inadeguatezza. Un dubbio alimentato anche dall’atteggiamento di chi prima di prendere anche le decisioni più semplici come la definizione dell’orario di inizio seduta, o le istanze emerse in conferenza dei capigruppo, si riserva sempre di sentire in separata sede il parere di altri (probabilmente il Sindaco, il Segretario Generale o qualche assessore) per poi riportare una risposta definitiva e insindacabile.  

GLI ASSESSORI
Nell’ultima seduta un consigliere di minoranza ha interrogato la Giunta Comunale sui motivi per cui il nostro Comune non avesse partecipato ad un bando indetto dalla Regione che metteva a disposizione finanziamenti a fondo perduto per la riqualificazione degli impianti sportivi. 
In base alla natura dell’interrogazione avrebbero dovuto rispondere, nell’ordine, uno di questi esponenti della maggioranza: la consigliera delegata alla gestione dei bandi pubblici, l’assessore al Demanio (gli impianti sportivi sono beni demaniali), l’assessore al Bilancio (il bando copriva metà delle spese da sostenere e l’altra metà sarebbe stata a carico dell’Amministrazione), l’assessore ai Lavori Pubblici, l’assessore allo Sport.

La motivazione principale con cui è stata giustificata la mancata partecipazione era legata alla necessità di coprire metà della spesa da sostenere per realizzare gli eventuali progetti.  Ora, considerando quanto le nostre palestre e le tensostrutture abbiano un disperato bisogno di interventi di riqualificazione e di messa a norma, ritengo che questa decisione sia stata presa con troppa leggerezza.
Oltre il disappunto per l'occasione buttata alle ortiche, voglio fare un'altra considerazione.
In casi come questo, vista la giustificazione fornita all'interrogante, normalmente risponderebbe colui che tiene i conti che nel nostro caso ha anche la delega al Demanio, quindi doppiamente coinvolto nel merito.
Invece la patata bollente è stata passata all’assessore allo Sport, il quale ha
risposto per conto di chi gestisce i beni e i soldi commettendo anche un grosso errore, quando ha confuso le spese correnti con gli investimenti in conto capitale.

Anche questo esempio alimenta l’impressione di inadeguatezza. L’assessore allo sport ha assolto ad un compito che non gli spettava per competenza. Se il motivo di non partecipazione al bando era di natura finanziaria quel compito spettava a chi gestisce il bilancio. Perché non ha risposto l'assessore che ha le competenze per motivare la decisione utilizzando argomenti corretti e convincenti? Avrebbe almeno dovuto verificare che la risposta scritta dal suo collega fosse sostenibile e correggere quell'errore marchiano!

L'INADEGUATEZZA
In entrambi i casi, secondo l’idea che mi sono fatto osservando i comportamenti e certe situazioni, l’inadeguatezza non deriva dall’incapacità ma potrebbe essere conseguenza delle difficoltà a gestire un ruolo impegnativo quando si ha un’attività professionale che assorbe molto tempo ed energie. Se questo è il motivo, loro hanno tutta la mia comprensione però è necessaria una correzione di rotta.

La squadra di maggioranza comprende anche alcune persone che oltre ad avere una solida esperienza pregressa, avendo in passato ricoperto l’incarico di consigliere comunale o assessore, hanno più tempo a disposizione avendo cessato l’attività lavorativa. Oggi essi si ritrovano senza incarichi o hanno ruoli marginali che non gli permettono di mettere a frutto l’esperienza e le competenze maturate nelle precedenti amministrazioni comunali. Con queste competenze e con il maggiore tempo a disposizione essi potrebbero ricoprire in maniera proficua un ruolo da Assessore o da Presidente del Consiglio, eppure stanno seduti in panchina.

IL METODO
D’altra parte, se teniamo presente che il gioco delle nomine è governato dalle logiche delle coalizioni, possiamo trovare una spiegazione per queste incongruenze. Chi viene eletto con il sostegno di una coalizione, quando forma la Giunta non può sempre dare la priorità alle competenze
perché deve ripartire i posti disponibili tra tutti i componenti della coalizione in base al peso acquisito nella tornata elettorale. I due gruppi principali prendono quattro dei sei posti disponibili e le due poltrone restanti, un Assessorato e il ruolo di Presidente del Consiglio, vanno alle squadre minori. Alla fine vanno a sedersi in panchina le competenze che vengono sacrificate all’altare dell’equa spartizione. 

Questo è l’infausto destino dei comuni sotto i 15.000 abitanti dove il Sindaco non ha l’obbligo di selezionare gli Assessori all’esterno del Consiglio Comunale. 
Servirebbe coraggio per cambiare certe consuetudini, bisognerebbe staccarsi dalle dinamiche e dalle prassi di partiti e movimenti per dare la precedenza agli obiettivi da raggiungere per migliore la qualità del paese e del territorio, mettendo in primo piano le competenze e le qualità delle persone.


giovedì 1 ottobre 2020

IMPREPARATI O CONFUSI?

La seduta di Consiglio Comunale di ieri sera è stata estremamente lunga e ricca di contenuti molto importanti che hanno richiesto intensi momenti di confronto. Abbiamo iniziato alle 19 e alle 2 di notte (dopo solo 15 minuti di pausa e senza cena) io ed altri 3 consiglieri di minoranza abbiamo chiesto l'aggiornamento al giorno dopo, come previsto dal regolamento. Purtroppo l'orario della seconda convocazione coincideva con la visita dell'Arcivescovo per cui la nostra richiesta non ha potuto essere accolta e noi abbiamo lasciato l'aula, non in segno di protesta ma perché giunti al limite della resistenza psico-fisica. 

UNIVERSITÀ 2000, CI SIAMO!

La buona notizia è che a brevissimo ripartiranno le lezioni dell'Università 2000 (vedi interpellanza e risposta qui a lato) un segnale di ripresa molto importante per la vita sociale del nostro paese. Molto bene e grazie a chi si sta prodigando affinché questo avvenga!

IL MISTERIOSO GRUPPO DI LAVORO
Dieci mesi fa la Giunta ha deciso di creare dei gruppi di lavoro ai quali parteciperebbero alcuni cittadini selezionati per le loro competenze specifiche. Nello svolgimento della loro funzione questi cittadini lavorano insieme agli Amministratori e ai responsabili degli uffici che sono tenuti a consentire loro l’acceso agli atti amministrativi relativi alla materia di cui si occupano. Per normare questa pratica è stato redatto e approvato un regolamento che prevede anche la verbalizzazione delle riunioni dei gruppi di lavoro. Tali verbali devono essere messi a disposizione di tutti i consiglieri comunali.
Lo scorso mese di gennaio è stata approvata una delibera di Giunta che ha ufficializzato l’inserimento di due cittadini (volontari e non retribuiti) nel gruppo di lavoro che si occupa di Urbanistica e Bilancio.

Dopo nove mesi di esistenza del gruppo di lavoro abbiamo presentato un’interrogazione (leggi qui) con la quale abbiamo innanzitutto rilevato che uno dei due volontari risiede all'estero (nell'interrogazione ho erroneamente parlato di cittadinanza anziché di residenza in un Paese straniero), cosa che è un po’ in contrasto con lo scopo del gruppo di lavoro, che dovrebbe essere quello di collaborare con gli uffici e gli assessori. In ogni caso questo era solo un inciso e non l'obiettivo primario dell'interrogazione.
Lo scopo dell’interrogazione era quello di sapere dal sindaco quante volte si è riunito il gruppo di lavoro, se sono stati redatti i verbali delle riunioni e quali sono le modalità di accesso a questi verbali.

Nella sua risposta (leggi qui) il Sindaco ha innanzitutto evidenziato correttamente il mio errore di definizione tra residenza e cittadinanza all'estero, precisazione dovuta e corretta ma che non cambia la sostanza dei fatti. Il sindaco successivamente ha commesso un grave errore di lettura (non di interpretazione) del regolamento, confondendo l’articolo che prevede la stesura dei verbali di ogni riunione con quello che, successivamente, prescrive l’obbligo di redigere una relazione annuale. Una cosa non esclude l’altra ma vanno fatte entrambe. Resta inevasa, per ora, la richiesta di trasparenza sulle attività svolte da questo gruppo di lavoro. Spero che non ci sia nulla da nascondere e che a breve, come ho nuovamente chiesto ieri, ci vengano mostrati i verbali.

MANCA LA PROGETTUALITÀ

Ieri è stata presentata l’edizione aggiornata del documento triennale di programmazione, abbiamo ascoltato la presentazione di un piano per molti aspetti vago, che non contiene una vera programmazione di attività concrete che permettano il raggiungimento degli obiettivi dichiarati in campagna elettorale. Su diversi punti si legge “faremo, valuteremo, se il bilancio lo permetterà…” troviamo anche azioni ridondanti tra gli assessorati ed errori di esplicitazione (non refusi, di più) delle azioni operative che avevamo già segnalato a maggio.  Abbiamo ancora l’impressione che scrivere e aggiornare i contenuti del documento sul quale si costruisce il bilancio non sia una priorità per questa Giunta.

Considerando anche che alcuni assessori e consiglieri di maggioranza hanno una pregressa esperienza amministrativa e che in quasi tutta la maggioranza sono presenti competenze professionali di un certo rilievo, non riteniamo accettabile che si amministri la cosa pubblica vivendo alla giornata e agendo in base alle condizioni atmosferiche, alle urgenze del momento o agli umori dei cittadini che scrivono sui social network.

Resto perplesso di fronte a due dei temi fondanti della loro campagna elettorale: la Viabilità e la Variante al PGT.
L’unica azione implementata sulla viabilità è stata quella di spostare la delega dal consigliere Ferrarini al suo collega Greco, mentre il piano operativo non prevede azioni fino al 2023!
L’obiettivo di completare l’iter di variante al PGT cade a ridosso di fine mandato, se consideriamo che la delibera di avvio della procedura è stata approvata a fine 2019, questa Amministrazione prevede di impegnare quattro anni per fare una variante ad un PGT che era stato redatto (partendo da zero) e approvato in diciotto mesi.

LA TARI CHE AUMENTA MA IL SERVIZIO RESTA UGUALE
La discussione sulla TARI è stata molto complicata e alla complessità della materia si aggiunge la scarsa preparazione dell’assessore che ha avuto molte difficoltà a dare le risposte. Quando lo abbiamo incalzato sui motivi di un aumento della tassa che oscilla tra il 16 e il 18 percento, quando in Commissione Bilancio aveva annunciato un 10%, le uniche spiegazioni che ci ha dato parlano di una presunta  gestione creativa di chi lo ha preceduto. Mi aspettavo che ci dicesse che il servizio costerà di più perché verrà migliorato risolvendo le annose problematiche come la qualità dello spazzamento strade e l'abbandono dei rifiuti sul suolo pubblico. Invece il servizio sarà uguale ma costerà tra il 16 e il 18 percento in più.

Alla luce dei diversi imbarazzi osservati in questi ultimi 12 mesi ho l’impressione che l’assessore, una persona seria, rispettabilissima e molto volenterosa, non sia nelle condizioni di mettere a disposizione il tempo necessario a svolgere il ruolo affidatogli dal sindaco.

EDILIZIA SCOLASTICA, I SOLDI CI SONO DA MAGGIO MA I LAVORI NON ANCORA
Sulla scuola abbiamo vissuto un’estate molto calda, abbiamo chiesto di verificare la situazione e ci è stata sbattuta la porta sul muso come se volessero nascondere qualcosa quando, a quanto pare non c’era nulla da nascondere! Abbiamo presentato un'interpellanza (leggi qui) per capire se sono stati fatti i lavori finanziati con il mezzo milione elargito da Regione Lombardia la scorsa primavera e ci rispondono (leggi qui) che a fine ottobre apriranno il cantiere, per sostituire i serramenti e riparare il tetto! Aprono il cantiere a fine ottobre (con le lezioni in corso) perché quello è il termine oltre il quale si perderebbe il finanziamento di lavori che andavano fatti quando le scuole erano chiuse.

Conclusione
Quindici mesi dopo l'insediamento coloro che siedono in maggioranza, e prima erano in minoranza, non hanno affrontato almeno uno dei temi che avevano per anni criticato. Tutto ciò che prima non non andava bene oggi è nella loro programmazione esattamente così come funzionava (o non funzionava) prima: verde, rifiuti, discarica, edifici scolastici, viabilità, ciclabili, cimitero... 

In generale abbiamo l'impressione che, a parte il sindaco e il
  vicesindaco, gli assessori agiscano come tanti Signori Feudali, ciascuno impegnato sul proprio spazio operativo, con i canali di comunicazione tagliati e tutti fedeli al motto “Ognuno per sé e Dio per tutti!”

Voglio provare a fare un esercizio di partecipazione e invito chi legge a mandarmi (sandromedei.blog@gmail.com) una sua interpretazione dell’atteggiamento di questa Giunta che sembra strenuamente arroccata.

sabato 18 luglio 2020

EDIFICI SCOLASTICI, A CHE PUNTO SIAMO?

Pubblico il comunicato del Comitato Civico Cassina


Ad oggi la riapertura in sicurezza delle scuole a Cassina de' Pecchi è a rischio.
Il 12 giugno scorso, come Comitato Civico, abbiamo presentato un'interrogazione per conoscere e far sapere ai cittadini cosa si stesse facendo per garantire la riapertura in sicurezza delle scuole della nostra cittadina.
In quella sede il Sindaco rispose che comprendeva bene la preoccupazione delle famiglie per il futuro ancora incerto, ma che avrebbero aspettato le indicazioni operative del MIUR prima di fare qualunque azione.
Nel frattempo le indicazioni del MIUR sono arrivate, ma solo il 15 luglio è stato eseguito un primo e parziale sopralluogo dei plessi scolastici, che ha evidenziato per la Primaria e la Secondaria una grave mancanza di spazio per la didattica: 14 classi della Primaria e la totalità delle classi della Secondaria hanno più alunni di quanti, a settembre, nel rispetto delle
nuove regole di distanziamento, potrebbero ospitare.
Della scuola dell'infanzia ancora non si sa nulla.
Per la mensa la situazione è anche peggiore. Secondo le nuove disposizioni in mensa si potranno gestire gruppi di 130 alunni massimo, ma attualmente si avvicendano due gruppi rispettivamente di 317 e 321 alunni.
Perché si è aspettato tanto per fare anche solo un sopralluogo?
Perché l'Amministrazione non ha ancora eseguito una ricognizione per individuare spazi alternativi da mettere a disposizione della didattica?
Perché non ha quantomeno iniziato a identificare possibili interventi agli edifici scolastici per ridurre le attuali criticità di spazio?
Quello che è certo è che l'attendismo non ha pagato e ha fatto perdere molte delle opportunità e dei finanziamenti che ci avrebbero potuto aiutare.
Ci auguriamo che l'Amministrazione recuperi il tempo perso sfruttando anche, e in pieno, il mese d'agosto e che trovi una soluzione per garantire ai nostri figli il diritto allo studio e alla socializzazione, dopo i mesi difficili, che, senza far rumore, hanno dovuto sopportare.

Per completezza di informazione leggi qui il verbale della 
Riunione tavolo di lavoro per la riapertura dell’anno scolastico 2020/21 e del riavvio dei servizi scolastici (pre e post scuola / ristorazione) svoltasi il 15 luglio 2020 

COMITATO CIVICO CASSINA
   Partecipazione e Territorio