venerdì 24 gennaio 2014

Dalle parole ai fatti: Il sindaco di tutti

Lo scorso anno la vita politica e amministrativa di Cassina De’ Pecchi si è avviluppata intorno al del Piano di Governo del Territorio, che è stata una delle questioni più discusse ed ha avviato la debacle prematura dell’ultima giunta comunale.
Non è mia intenzione riesumare ancora gli evidenti difetti e le palesi contraddizioni di quel progetto, né muovere ulteriori critiche a chi l’ha ideato per poi cercare di imporlo a dispetto di tutti i pareri contrari, però voglio trarne spunto per ragionare su un argomento che mi sta particolarmente a cuore, quello dei servizi ai cittadini.
Io penso che chi abbia progettato quel piano con l’obiettivo di dare nuovi servizi ai cittadini, non lo abbia fatto con l’intenzione di martoriare il territorio o di buttare via i soldi pubblici, né con lo scopo di favorire la speculazione edilizia, però queste sarebbero state le conseguenze di un piano concepito in quella maniera. Non è nemmeno mia intenzione parlare ancora del famoso tunnel, abbiamo già speso tante parole, abbiamo scritto articoli e osservazioni, abbiamo persino prodotto un filmato per dimostrare quanto dannoso e quanto inutile sarebbe stato spendere 28 milioni di euro per scavare una voragine in mezzo al paese che non avrebbe risolto il problema del congestionamento del traffico.
Vorrei fare un ragionamento su quale sia l’approccio migliore per mettere nuovi servizi a disposizione dei cittadini e potenziare quelli esistenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità generale della vita nel paese.
Coloro che hanno progettato quel Piano di Governo del Territorio si sono dati l’obiettivo di dotare Cassina De’ Pecchi di nuove scuole, di un nuovo centro sportivo, di una nuova piscina, di un nuovo teatro, di un cimitero per animali, di un nuovo centro per gli anziani, di una nuova area feste, di nuove piste ciclabili, di una nuova sede per la Croce Bianca, per la Protezione Civile e per la Polizia Locale. Lasciamo stare il tunnel e concentriamoci su questa parte del piano che avrebbe già richiesto un notevole sforzo economico per la sua realizzazione, tra i 50 e i 70 milioni di euro. Diventa automatico che per finanziare un progetto di queste dimensioni si pensi obbligatoriamente di costruire nuove case e nuovi capannoni, con la conseguente necessità di aggredire gli spazi verdi. Tralascio il discorso che abbiamo fatto diverse volte intorno all'inutilità di costruire nuove case che resterebbero invendute a causa della crisi in cui viviamo da qualche anno e vengo al punto che vorrei sviluppare e condividere.
Se per dare nuovi servizi ai cittadini io danneggio l’ambiente in cui essi vivono aumentando le aree cementificate e riducendo gli spazi verdi, alla fine non sto rendendo un buon servizio a chi mi ha dato il mandato per lavorare nell'interesse della comunità. Io dovrei mettere a disposizione dei cittadini i servizi di cui hanno bisogno senza peggiorare la qualità della loro vita, perché il mio obiettivo deve essere quello di migliorare la qualità della vita sul territorio o almeno preservare il livello di qualità esistente.
Quando abbiamo fatto queste osservazioni ad alcuni politici di lungo corso, essi ci hanno risposto che i soldi per i servizi non si trovano sotto l’albero della cuccagna. Allora torniamo al punto di partenza e sviluppiamo nuovamente il tema: servono i servizi ma non ci sono i soldi per realizzarli, che fare?
Proviamo ad allungare il collo oltre lo steccato che segna il confine tra il nostro territorio e quello dei comuni intorno a noi e scopriamo che uno di essi ha appena costruito un centro sportivo, un altro sta finendo di realizzare un teatro con capienza superiore a quella del nostro, altri due sono già dotati di teatro, un altro ha finito di realizzare una piscina due anni fa, e cosi via. Valutiamo la possibilità di mettere alcune delle nostre strutture a disposizione di altri comuni in cambio dell’utilizzo di alcune delle loro. Proviamo a fare due conti e vediamo se sia più conveniente fare una convenzione con un comune confinante e istituire un servizio di trasporto locale per permettere ai nostri cittadini di utilizzare strutture che già esistono, oppure costruire nuovi impianti e poi accollarsi i costi di gestione, sorveglianza e manutenzione. E’ tutto da valutare, sicuramente un sistema di collaborazione intercomunale di questo tipo eviterebbe al nostro comune, e anche a quelli confinanti, di consumare ulteriore suolo per costruire servizi dedicati alla propria popolazione. Qualora non fosse disponibile, entro distanze ragionevoli, una struttura di cui uno o più comuni hanno bisogno, si potrebbe istituire un consorzio e realizzarla insieme, magari recuperando un edificio abbandonato di proprietà pubblica.
Ecco, queste sono alcune delle idee che ogni amministratore dovrebbe valutare ogni volta che si accinge a pianificare il territorio di cui è, appunto, amministratore e non proprietario. Io non posso sapere se chi aveva progettato il PGT di Cassina abbia considerato queste possibilità, però ho potuto osservare alcune dinamiche in essere tra le varie amministrazioni che mi portano a pensare che non lo abbia fatto. Le dinamiche di cui parlo sono quelle che vedono sindaci e giunte dello stesso colore politico ben disposte a comunicare, scambiarsi visite e promettersi reciproca collaborazione. Tutto ciò, purtroppo, non accade tra le giunte di colore politico diverso.
Queste dinamiche sono sbagliate e costituiscono una grave penalizzazione per i cittadini.
Io non so se la città metropolitana, quando sarà formalmente istituita, risolverà questo problema; di certo sono convinto che non debba essere necessaria una legge o un’imposizione dall'alto perché gli amministratori comunali, di qualsiasi appartenenza politica, istituiscano un sistema sovracomunale per soddisfare i bisogni dei cittadini. La legge dice che chi viene eletto non deve operare con il vincolo di mandato, questo significa che il sindaco è il sindaco di tutti i cittadini e non solo di quelli che lo hanno votato, lo stesso vale per gli assessori. Il bene comune deve essere amministrato al meglio delle possibilità e senza nessuna pregiudiziale imposta dall'appartenenza ad un partito piuttosto che ad un altro.
Non ritengo sia impossibile, si potrebbe partire mettendo l’interesse della comunità al centro di qualsiasi programma, di qualsiasi provvedimento e di qualsiasi idea.


4 commenti:

  1. giusta la collaborazione tra i vari comuni, se fosse totale ancora meglio

    Per funzionare bene il Comune, secondo me, il primo scoglio da superare è la collaborazione all'interno dello stesso tra politici di colori diversi nell'interesse del bene comune.

    Per quanto riguarda l'utilizzo di impianti di comuni limitrofi non trovo nessun ostacolo per attuarlo . Essendo vissuto a Milano per 23 anni non vedo nessuna difficoltà nelle distanze

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  2. Bravo Sandro! FINALMENTE qualcuno che parla chiaro e che con pacatezza ma giusta determinazione, senza criticare polemicamente ma analizzando con precisione gli altrui operati. Quello della sovracomunalità di impianti e servizi è stato da sempre un mio pallino e se ho un rammarico della mia esperienza assessorile negli anni '90 è quello di aver iniziato a negoziare in quella direzione con gli omologhi dei comuni confinanti ma di esserci riuscito molto poco per mancanza di continuità amministrativa e magari della sufficiente convinzione che mi aiutasse a superare le indiscutibili barriere all'interno e all'esterno. Ben venga un candidato Sindaco che la pensi in quella direzione e che da Sindaco o meno sono certo perseguirà comunque con determinazione questa strada. In bocca la lupo! Beppe Moretti

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  3. Fare rete con i comuni vicini a prescindere dal colore politico è un obiettivo da perseguire, dipende sempre dalla intelligenza e lungimiranza delle persone. Tre i servizi non dimenticare la viabilità e l'illuminazione del nostro paese, anzi direi dei due paesi, Via Roma li divide mentre bisogna trovare il sistema per unire.
    Francesco

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  4. DO UT DES...magnifico se si potesse iniziare da collaborazioni/convenzioni a conduzione "associata" o in scambio servizi, mi spingerei anche oltre se fosse possibile, ma qui meglio attendere la CITTA' METROPOLITANA, i criteri con cui OTTIMIZZARE organizzazioni intercomunali e risorse umane, anagrafe e uffici tributi, vigilanza urbana e mezzi di trasporto...fermiamoci qui per il momento, sento gia' i "campanili suonare ognuno le proprie campane".
    Rodolfo Principi

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