martedì 19 marzo 2019

La saga dell'ampliamento del Cimitero

L'EREDITA' DELLA PRIMA PEZZA
Nel 2012 la precedente Amministrazione Comunale ha gestito la prima emergenza generata dall'esaurimento dei colombari nel cimitero di Camporicco decidendo di mettere una pezza e rimandare la risoluzione strutturale del problema alla gestione successiva. La pezza è consistita nel fare costruire circa 90 colombari sull'ultimo fazzoletto di terreno libero, sottraendolo alle sepolture in campo comune, quelle meno redditizie per le casse comunali. 
Da allora chi, per diversi motivi, scegliesse di seppellire il caro estinto in una tomba di campo comune avrebbe a disposizione solo il cimitero di Sant'Agata. 

TORNA L'EMERGENZA
Quando venni delegato, tra le altre cose, alla gestione dei servizi cimiteriali, dopo avere affrontato il vergognoso problema delle quote di rinnovo concessione non dovute ma pretese dalla precedenza amministrazione, ci focalizzammo sull'estensione del nuovo piano cimiteriale, strumento necessario per affrontare un ampliamento strutturale del cimitero. 
Nel piano triennale delle opere esteso per il triennio 2017-2019 erano stati inseriti investimenti per un totale di 360 mila euro da spendere in tre anni che era la somma inizialmente stimata per l'ampliamento.
Nel frattempo i colombari a Camporicco si erano nuovamente esauriti e così anche chi sceglieva quel tipo di sepoltura aveva a disposizione solo il camposanto di Sant'Agata. 
Facemmo allora una modifica al regolamento cimiteriale per consentire a chi lo desiderasse, di trasferire la salma a Camporicco nel momento in cui si liberino dei colombari, facendo una permuta e senza dovere riacquistare il loculo.

IL PIANO A ED IL PIANO B
Intanto, nel maggio 2017, per accelerare i tempi avevo studiato insieme all'ufficio tecnico una soluzione economica (piano B) per realizzare in breve tempo circa 150-200 colombari attraverso l'estensione del cimitero per 10 metri sul lato sud; il sindaco, che allora era anche  responsabile dei lavori pubblici, preferì mantenere solo l'ampliamento previsto sul lato di via don Verderio.
A fine 2017 fu approvato il piano cimiteriale (piano A) che partendo dai dati demografici e tenendo conto di alcuni trend previsti per i prossimi vent'anni (per esempio quello delle cremazioni) stimava con più precisione il fabbisogno di spazi per tutte le tipologie di sepoltura. 
Nel piano delle opere scritto per il triennio 2018-2020 elevammo a 500 mila euro la previsione di investimenti per l'ampliamento che prevedeva, oltre ai colombari, anche una nuova area di campo comune, nuovi ossari, nuove tombe ipogee, cappelle gentilizie ed una sala del commiato per i funerali civili. 
Il piano prevedeva l'accensione di un muto di 180 mila euro per coprire la prima parte dei lavori da realizzare nel 2018.

LA SECONDA PEZZA, PEGGIORE DELLA PRIMA
Nel 2018 l'amministrazione comunale decise di accendere un muto di 50 mila euro per la progettazione dell'ampliamento ma non fece richiesta del finanziamento di 180 mila euro il mutuo per la realizzazione dei lavori. 
Ad oggi la progettazione non è terminata ed immagino che uno dei motivi possa essere legato alla complessità tecnica del primo lotto (quello sulla via Don Verderio). 
Non sono nemmeno state avviate le pratiche di esproprio del terreno necessario a realizzare il lotto 2 ed il lotto 3.
In pratica, cinque anni dopo l'inizio del mandato e due anni dopo la redazione del piano cimiteriale ed il primo stanziamento di risorse nel piano degli investimenti, la situazione è immutata. 
Adesso qualcosa si muove, però. 
Ieri abbiamo appreso che per il 2019 l'Amministrazione Comunale ha previsto lo stanziamento di 'ben' 90 mila euro per ampliare il cimitero. Con questi soldi si prevede di costruire venti colombari all'interno del cimitero di Camporicco. 
Non si capisce dove si pensi di trovare lo spazio necessario, forse verrà abbattuto qualche albero oppure verranno eliminati i servizi igienici, non ci è dato di sapere, però l'assessore ha garantito che a breve verranno costruiti i nuovi venti colombari.
Questa è la seconda pezza che viene messa per rimandare il problema ai successori, tra l'altro una pezza peggiore della prima perché venti colombari basteranno, forse, a coprire il fabbisogno di un anno.

AMARA CONCLUSIONE
Ancora una volta è stato deciso di tamponare invece di risolvere il problema. L’emergenza in quel camposanto dura da anni, noi abbiamo sempre criticato l’amministrazione precedente per avere preso la decisione pilatesca di costruire quei 90 colombari sull'ultimo pezzo di prato disponibile, anziché pianificare un ampliamento strutturale, e adesso si sta facendo ancora peggio.
Si sta facendo peggio perché dal 2017 abbiamo un piano cimiteriale, nel 2017, e anche nel 2018, il sindaco ha inserito l’ampliamento (quello vero e non l’ennesima pezza) nel piano triennale delle opere e dal 2017 ad oggi non si è fatto nulla.

L'idea per fronteggiare l'urgenza l’avevamo proposta già nel 2017 ma non piacque perché si preferì proseguire a testa bassa e senza compromessi col piano originale. 
Sono stati buttati via due anni per poi arrivare a mettere l'ennesima vergognosa pezza.
Nel frattempo anche il campo comune di Sant'Agata si avvia verso il tutto esaurito.

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