Mi capita di incontrare amici e conoscenti che, con molto tatto e cortesia, mi chiedono notizie del famoso progetto del centro. La domanda di apertura più frequente è: "allora è confermato che il progetto parte così come è stato presentato?" In un'epoca in cui la comunicazione vede una moltiplicazione sia degli strumenti di veicolazione delle informazioni che della frequenza dei messaggi, pareri, commenti, etc., i contenuti subiscono un drammatico degrado qualitativo. Siamo passati dai comunicati ufficiali rigidamente ingessati nei protocolli degli apparati burocratici al "tutto il gossip minuto per minuto". Il catastrofismo più sensazionale attira le menti più curiose e quelle con minor accesso alle 'conoscenze personali' e, come cantava De' Andrè, "una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca." Siamo tutti vittime dell'era digitale! (detto da uno che porta a casa il pane quotidiano grazie al commercio dell'informatica, suona come una bestemmia, ma tant'è).
Tornando alla domanda iniziale, la mia risposta genuina e semplice è sempre la stessa: a seguito dei pareri contrari espressi da molti cittadini, a cui fa da contraltare un esiguo numero di pareri favorevoli, all'interno amministrazione comunale si è aperto un dibattito in seguito al quale si è deciso di fermare il progetto e prendere 60 giorni di tempo per studiare e discutere soluzioni alternative a quelle pensate finora. L'esito di questi studi e discussioni potrà essere uno dei seguenti:
1) il progetto va avanti cosi com'è adesso, perché riteniamo che questa sia la strada da percorrere e che il tempo ci darà ragione
2) il progetto viene modificato in maniera molto significativa per raggiungere gli obiettivi prefissati senza creare stravolgimenti della viabilità attuale
3) il progetto viene buttato nel cestino e ci teniamo il centro del paese cosi com'è oggi.
Potrebbe esserci una quarta opzione che attualmente non è oggetto di discussione: l'amministrazione preferisce non decidere e si affida al voto dei cittadini attraverso un referendum.
Tra poche settimane ci confronteremo sul risultato dei lavori.
Vorrei fare un'ulteriore riflessione ripensando al momento in cui ho deciso di passare alla politica attiva.
Circa tre anni fa l'amministrazione comunale stava redigendo un PGT che avrebbe stravolto tutto il paese con una quantità enorme e assurda di nuove costruzioni, il saccheggio delle aree agricole e la realizzazione di un tunnel sotto via Roma.
Allora, insieme ad altri cittadini che avevano le stesse mie preoccupazioni sul destino del nostro paese e senza interessi personali, fondammo un Comitato Civico per combattere un'idea di paese in cui non volevamo riconoscerci. Nello stesso periodo le forze di opposizione organizzarono una petizione contro il tunnel e noi fornimmo il nostro appoggio, sia firmando che raccogliendo firme. Allora qualcuno disse che quei fatti (nascita di un comitato di cittadini e la raccolta firme) fossero dei segnali che l'amministrazione doveva tenere in considerazione per riflettere su quanto stava facendo.
Questa amministrazione sta tenendo in considerazione i fatti analoghi accaduti di recente e sta riflettendo. martedì 5 gennaio 2016
Il Centro: un progetto da rivedere o da buttare?
Mi capita di incontrare amici e conoscenti che, con molto tatto e cortesia, mi chiedono notizie del famoso progetto del centro. La domanda di apertura più frequente è: "allora è confermato che il progetto parte così come è stato presentato?" In un'epoca in cui la comunicazione vede una moltiplicazione sia degli strumenti di veicolazione delle informazioni che della frequenza dei messaggi, pareri, commenti, etc., i contenuti subiscono un drammatico degrado qualitativo. Siamo passati dai comunicati ufficiali rigidamente ingessati nei protocolli degli apparati burocratici al "tutto il gossip minuto per minuto". Il catastrofismo più sensazionale attira le menti più curiose e quelle con minor accesso alle 'conoscenze personali' e, come cantava De' Andrè, "una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca." Siamo tutti vittime dell'era digitale! (detto da uno che porta a casa il pane quotidiano grazie al commercio dell'informatica, suona come una bestemmia, ma tant'è).
Tornando alla domanda iniziale, la mia risposta genuina e semplice è sempre la stessa: a seguito dei pareri contrari espressi da molti cittadini, a cui fa da contraltare un esiguo numero di pareri favorevoli, all'interno amministrazione comunale si è aperto un dibattito in seguito al quale si è deciso di fermare il progetto e prendere 60 giorni di tempo per studiare e discutere soluzioni alternative a quelle pensate finora. L'esito di questi studi e discussioni potrà essere uno dei seguenti:
1) il progetto va avanti cosi com'è adesso, perché riteniamo che questa sia la strada da percorrere e che il tempo ci darà ragione
2) il progetto viene modificato in maniera molto significativa per raggiungere gli obiettivi prefissati senza creare stravolgimenti della viabilità attuale
3) il progetto viene buttato nel cestino e ci teniamo il centro del paese cosi com'è oggi.
Potrebbe esserci una quarta opzione che attualmente non è oggetto di discussione: l'amministrazione preferisce non decidere e si affida al voto dei cittadini attraverso un referendum.
Tra poche settimane ci confronteremo sul risultato dei lavori.
Vorrei fare un'ulteriore riflessione ripensando al momento in cui ho deciso di passare alla politica attiva.
Circa tre anni fa l'amministrazione comunale stava redigendo un PGT che avrebbe stravolto tutto il paese con una quantità enorme e assurda di nuove costruzioni, il saccheggio delle aree agricole e la realizzazione di un tunnel sotto via Roma.
Allora, insieme ad altri cittadini che avevano le stesse mie preoccupazioni sul destino del nostro paese e senza interessi personali, fondammo un Comitato Civico per combattere un'idea di paese in cui non volevamo riconoscerci. Nello stesso periodo le forze di opposizione organizzarono una petizione contro il tunnel e noi fornimmo il nostro appoggio, sia firmando che raccogliendo firme. Allora qualcuno disse che quei fatti (nascita di un comitato di cittadini e la raccolta firme) fossero dei segnali che l'amministrazione doveva tenere in considerazione per riflettere su quanto stava facendo.
Questa amministrazione sta tenendo in considerazione i fatti analoghi accaduti di recente e sta riflettendo. domenica 20 dicembre 2015
Il Piano di Governo del Territorio tra sogni e realtà..
Il 18 dicembre 2015 si è concluso il percorso che ha portato all'approvazione del
PGT. Questo traguardo rappresenta la realizzazione di un obiettivo che Cassina de’ Pecchi inseguiva da quasi
dieci anni e che, per diversi motivi, ha caratterizzato il destino delle due
amministrazioni precedenti.
Un'obiettivo che era in cima alla lista delle priorità
per questa prima parte della nostra gestione amministrativa, sia perché è uno
dei punti cardine del nostro programma, sia perché, come è noto, non abbiamo
voluto esporre Cassina de' Pecchi all'onta e ai costi di un ennesimo commissariamento, anche se, in questo caso, solo dell’Urbanistica.
La Regione Lombardia conta 1544 Comuni: a 25 di essi è stato assegnato un commissario ad acta che sta gestendo l’iter del PGT. Di questi 25 comuni solo uno è
più grande di Cassina de’ Pecchi, mentre gli altri 24 hanno meno di 5000
abitanti.
Cassina De' Pecchi non è entrata in questo ristretto, ma poco ambito club, grazie all'impegno assunto 16 mesi fa di applicare la legge 12/2005 entro il termine stabilito dalla Regione Lombardia.
Gli obiettivi da cui siamo partiti per l’estensione del PGT sono:
Tutelare il territorio
Vincolando
l’attuale destinazione agricola dei terreni
Incentivando le iniziative private per il recupero di edifici e aree dismesse
Recuperare riqualificare e rilanciare il patrimonio pubblico
Recuperando le aree e gli edifici dismessi
Rilanciando il sistema dei parchi e delle
aree verdi
Valorizzare il patrimonio agricolo
Riqualificando l'area della Cascina
Bindellera
Creando aree per la produzione agricola a km zero
Riqualificando la Green Way
Migliorare i servizi e il tessuto sociale
Completando la rete delle piste ciclabili
Inserendo servizi per le fasce più deboli
Inserendo servizi nella frazione di Sant'Agata
Nonostante i tempi stretti, normalmente per fare un PGT sarebbe necessario il doppio del tempo che abbiamo utilizzato noi, abbiamo voluto privilegiare il percorso partecipativo che ha accompagnato
l’iter avviato a Giugno 2014:
- Siamo partiti dagli obiettivi di programma e dalle 110 proposte ricevute da cittadini privati, imprese ed enti
pubblici entro settembre 2014,
- Abbiamo realizzato un progetto, in collaborazione con la Scuola Primaria, che ha portato alla raccolta in un volume dal titolo “Il paese che vorrei”, le proposte dei nostri giovani concittadini
- Prima assemblea pubblica a novembre 2014 in occasione della conferenza VAS
- All'inizio del 2015 sei assemblee pubbliche sono state incentrate sulle tematiche più sentite dai nostri concittadini
Lungo questo questo percorso sono state raccolte quelle idee, proposte e
richieste che erano in linea con gli obiettivi dichiarati e con il programma amministrativo e sono state prese in considerazione nella stesura del Piano.
Nel corso dell'ottava assemblea pubblica, il 10 luglio 2015, esattamente due anni dopo la bocciatura del PGT della precedente amministrazione, abbiamo presentato il Piano di Governo del Territorio che sarebbe andato in adozione.
Nel periodo successivo all'adozione sono state depositate 62
osservazioni da parte di cittadini, imprese ed enti pubblici, alle quali se ne aggiungono altre 4 che provengono dall'ufficio tecnico comunale per la correzione di alcuni dettagli tecnici
sulle tavole, dalla Regione Lombardia, dalla Città metropolitana di Milano e dal Parco Agricolo
Sud Milano, per un totale di 66 osservazioni (accedi al link per consultarle).
Per ogni osservazione è stata prodotta una controdeduzione (accedi al link per consultare il documento) ed il parere rispetto all'accoglimento della stessa.
Delle 66 osservazioni prese in esame 8 sono state
accolte, 21 parzialmente accolte e 37 respinte.
Il Consiglio Comunale ha approvato le controdeduzioni e, nella votazione finale, ha approvato il Piano di Governo del Territorio di Cassina De' Pecchi.
Voglio ringraziare i professionisti ed i tecnici che hanno collaborato alla realizzazione del Piano.
Voglio ringraziare il sindaco ed i colleghi consiglieri del gruppo Cassina Domani che hanno portato un fondamentale contributo alla realizzazione di questo lavoro, anche per loro i tempi stretti nei quali ci siamo mossi hanno significato sacrificio del tempo portato via al lavoro e alle famiglie.
Ringrazio anche i colleghi consiglieri di minoranza per l’approccio costruttivo che ahnno messo in campo nelle commissioni urbanistiche e in sede di adozione.
Il PGT è uno strumento a servizio di tutti i cittadini e non di una sola parte politica.
Questo PGT non contiene opere mirabolanti: un consigliere di minoranza si è detto deluso perché, secondo lui, questo PGT non fa sognare i cittadini. La risposta a questa osservazione è stata scritta già due anni fa, nel programma amministrativo con il quale Cassina Domani si è presentata di fronte ai cittadini: il sogno che vogliamo realizzare è quello di vivere in una città a misura d'uomo che non svende il territorio alla speculazione edilizia.
Anche questo è un sogno, un sogno che pochi amministratori hanno il coraggio di realizzare.
Noi ci stiamo provando, con i piedi per terra ma senza rinunciare ai progetti ambiziosi.
Buone feste.
venerdì 4 dicembre 2015
Cosa pensano i cittadini del PGT?
Il 30 novembre scorso si è concluso il passaggio in Commissione Urbanistica delle osservazioni presentate al PGT adottato. La qualità delle osservazioni è mediamente alta, i contenuti, salvo poche eccezioni, sono pertinenti con il PGT. Successivamente all'approvazione del Piano, prevista nel Consiglio Comunale che verrà convocato per metà dicembre, pubblicheremo sia le osservazioni che le controdeduzioni tecniche e politiche.
Le 62 osservazioni presentate da cittadini, aziende, enti pubblici e movimenti politici, contengono in totale 92 proposte di modifica del piano suddivise nelle categorie rappresentate nella tabella seguente:
La tematica dei servizi è quella che ha generato maggiore attenzione da parte dei cittadini, le proposte più numerose gravitano intorno all'area feste di Sant'Agata per la quale il PGT prevede di promuoverne il rilancio attraverso un progetto di riqualificazione. Le osservazioni sono state presentate da esponenti della passata amministrazione, i quali propongono di spostare questo importante luogo di aggregazione nell'area della Cascina Bindellera. Gli stessi proponenti hanno anche depositato pareri contrari alle previsioni in materia di ampliamento del cimitero e di realizzazione dell'impianto di cremazione, insieme ad una proposta di realizzazione di un cimitero per animali. Altre proposte riguardano la ricostruzione della piscina, delle scuole e di un nuovo centro sportivo. Alcune osservazioni non chiedono modifiche ma sottolineano l'importanza di realizzare alcuni interventi già previsti nel PGT adottato, come la riqualificazione della stazione MM, il recupero degli edifici abbandonati (scuola e palazzina vigili) nell'area del municipio e la realizzazione di un presidio medico.
Molte proposte, pervenute da commercianti, aziende e movimenti politici, toccano il tema della viabilità del centro esprimendo parere contrario alla realizzazione del progetto che prevede il senso unico in via Papa Giovanni e la sua chiusura nei giorni di mercato.
La modifica di alcuni parametri del piano delle regole ha generato 13 osservazioni con le quali alcuni privati cittadini chiedono il ripristino dei vecchi parametri con lo scopo di potere aumentare la volumetria a disposizione per realizzare futuri ampliamenti delle proprie abitazioni.
Un PGT a consumo di suolo zero non poteva non generare un buon numero di osservazioni che chiedono il cambio di destinazione di terreni agricoli in aree edificabili, sia a scopo residenziale che produttivo.
Di natura tecnica le osservazioni relative alla modifica di alcuni parametri tecnici o correzioni grafiche di alcune tavole del piano delle regole.
Un numero importante di osservazioni ha riguardato la viabilità di Sant'Agata con la richiesta di completare il percorso di via Torrente Molgora attraverso l'area agricola a est dell'insediamento parrocchiale anziché con il previsto innesto sulla via IV Novembre. Una proposta riguarda anche la realizzazione di un parcheggio in prossimità del confine est dello stesso insediamento.
La categoria varie raggruppa proposte e osservazioni non pertinenti al PGT, pur se meritevoli di attenzione in sede di programmazione dei lavori di manutenzione di strade, parchi e marciapiedi.
Altre richieste sulla viabilità comprendono la realizzazione della rotatoria tra via Roma e via Vittorio Veneto (Cascina Colombirolo), un tunnel sotto il centro abitato di via Roma, e l'istituzione di sensi unici in via Roma , via Mazzini e via Donatori del Sangue. Il Comune di Gorgonzola ha avanzato una richiesta di cambio di destinazione di un'are che permetterebbe la realizzazione di un nuovo ponte sul Naviglio in località Villa Quiete.
Alcune osservazioni riguardano richieste di piste ciclabili già previste nel piano.
Le osservazioni presentate da un movimento politico e da due cittadini propongono lo stralcio della proposta di inserimento di alcune aree agricole nel Parco Agricolo Sud Milano (PASM) e nel sistema dei Parchi Locali di Interesse Sovra-comunale (PLIS).
Pareri favorevoli sono stati rilasciati da ARPA, Consorzio dei Navigli, Regione, Parco Agricolo Sud Milano, come anche da parte di Città Metropolitana la cui relazione recita tra le altre cose:
"...Oltre alle puntuali previsioni strategiche relative al potenziamento della REC, va sottolineato che tutta l'impostazione del PGT risulta virtuosa per la sostenibilità ambientale e l'equilibrio ecologico del territorio. Infatti si tratta di un Piano a "consumo di suolo zero", caratterizzato solo da interventi di recupero e trasformazioni di aree già compromesse, nonché di rigenerazione urbana.... La trattazione della tematica ecologica del PGT di Cassina de' Pecchi si configura quale esempio per altri strumenti urbanistici..."
venerdì 23 ottobre 2015
La rete ci salverà.
Nel mezzo dell’ultima estate il titolo di un giornale locale
attirò l’attenzione del popolo dei social che frequenta la pagina dedicata a
Cassina de’ Pecchi. Lo storico impianto, dove tantissimi cassinesi hanno imparato
a nuotare e nel quale si allena la pluripremiata società natatoria Lambro Nuoto,
sente il peso dei suoi quasi quarantanni di attività e, soprattutto, della
concorrenza delle nuove strutture sorte in alcuni comuni confinanti. Questa
situazione genera una riduzione delle iscrizioni ai corsi offerti dalla associazione
sportiva e impatta negativamente la sostenibilità economica della gestione dell’impianto.
Che fare? La prima risposta è che bisogna ristrutturare o ricostruire la piscina
cassinese per renderla più moderna, accogliente e funzionale in modo da recuperare
le iscrizioni perse e mantenere questo
servizio nel nostro territorio.
Diversi cittadini lamentano l’insufficienza della rete di trasporti pubblici sul nostro
territorio, qualche azienda si è organizzata autonomamente per collegare la
propria sede con la stazione della metropolitana, Cassina De’ Pecchi non è
molto distante dalle stazioni ferroviarie di Vignate e Melzo, però non dispone
di un collegamento per i propri residenti. Lo scarso utilizzo di una linea
interna che collegava Camporicco alla stazione di piazza Decorati al valor
civile ha portato alla sua soppressione. Molti cittadini, soprattutto anziani,
si sentono discriminati dalla mancanza
di questo servizio nel nostro territorio.
Il tema della sicurezza è uno di quelli che desta maggiori
preoccupazioni tra i cittadini che, soprattutto nelle ore serali e notturne, chiedono
una maggiore vigilanza da parte delle forze dell’ordine. Anche in occasione delle
manifestazioni che si tengono nelle giornate festive, il corpo di Polizia Locale non riesce a garantire
la presenza del proprio personale sia a causa del numero ridotto degli
effettivi a disposizione, che dei costi da sostenere per retribuire le ore di
lavoro straordinario. Che fare? La prima risposta, in questo caso è che sia
necessario assumere ulteriori agenti per rafforzare
questo fondamentale servizio nel nostro territorio.
I servizi sociali
che ogni comune eroga a favore dei cittadini disabili, indigenti, disoccupati,
senzatetto, etc., sovraccaricati ulteriormente dagli effetti di una persistente
crisi economica, fanno sempre più fatica a reperire le risorse umane e
finanziarie per garantire un dignitoso sostegno a coloro che ne hanno bisogno. In
questo drammatico contesto tutte le amministrazioni, non solo la nostra, fanno
molta fatica a garantire questo servizio
sul proprio territorio.
Piscina, Trasporti, Polizia Locale, Servizi Sociali: sono
questi solo alcuni esempi di problemi che un comune, non solo il nostro, si
trova ad affrontare quotidianamente. Sono servizi caratterizzati da un diverso
livello di importanza ma tutti fondamentali come tanti altri servizi che non ho
citato per non dilungarmi eccessivamente.
All'inizio del secondo millennio i comuni nacquero in Italia
con l’obiettivo di liberarsi dal rigido
controllo dei feudatari e conquistare una sempre maggiore autonomia e
indipendenza economica e politica. Oggi, un millennio più avanti, questa
autonomia e indipendenza è diventata un fardello sempre più greve. Diventa
sempre più necessario mettere il naso oltre i propri confini comunali, laddove esistono altri problemi ed altre
opportunità. Ecco allora che si potrebbero disegnare insieme quelle soluzioni
che ogni comune da solo non
riuscirebbe a implementare. Si potrebbe
decidere di fare una convenzione con un comune confinante per garantire l’accesso
alla piscina per i propri cittadini anziché ricostruire la propria. Si potrebbe
concordare con i comuni confinante l’estensione di una rete di trasporti già
esistente che magari oggi si ferma a poche centinaia di metri dall'inizio del
nostro territorio. Si potrebbe organizzare un corpo di Polizia Locale condiviso
con due o tre comuni. Per i servizi sociali si potrebbe pensare di mettere
insieme risorse di più comuni in modo da integrare e razionalizzare l’offerta e
avere maggiore massa critica sia in termini di risorse che di strutture.
Come
ho più volte detto nei miei interventi pubblici, fare rete è il solo modo per affrontare e vincere la sfida con la
scarsità di risorse.
La legislazione che norma l gestione degli enti locali mette
a disposizione diverse forme attraverso le quali i comuni possono mettere
insieme le forze per affrontare problematiche come quelle citate ad esempio.
Abbiamo casi rari di comuni che hanno optato per una fusione e casi molto più
frequenti di comuni che stipulano delle convenzioni. Personalmente ritengo che
le fusioni siano una soluzione limitata perché ritengo che sia difficile
applicarla a più di due comuni e quindi limiterebbe molto la possibilità di
fare rete. Anche le convenzioni presentano un limite simile a quello della
fusione anche se sono molto meno impegnative, essendo regolate da un rapporto contrattuale
a scadenza.
Credo che in un’are omogenea come quella all'interno della
quale si trova il nostro territorio, la soluzione che porti più vantaggi sia
dal punto di vista dell’integrazione dei servizi che dalla caratterizzazione
della popolazione e dei bisogni sia quella costituita dalla Unione dei Comuni.
Ne sono convinto perché ritengo che un’associazione di 6 o 7 amministrazioni
comunali possa mettere a disposizione dei cittadini una forza molto maggiore
per risolvere i problemi legati alla carenza di risorse finanziarie, di
personale e di strutture. Una rete di trasporti unica che serva 4 o 5 comuni,
costerà molto meno ad ogni amministrazione rispetto ad una rete propria con una
utenza minore. Un corpo di polizia
locale che metta insieme gli agenti di comuni dislocati in un raggio di otto
chilometri riuscirà a coprire con un orario più esteso il servizio, potendo
contare su più personale per organizzare i turni. I servizi sociali potrebbero razionalizzare
i propri progetti e gestirne di nuovi, avendo a disposizione più risorse. Tutto
questo potrebbe funzionare senza che i costi aumentino rispetto alla situazione
attuale, perché si metterebbero insieme risorse già esistenti, già pagate.
Regole chiare, obiettivi comuni e disponibilità alla mediazione saranno i nodi che manterranno salde le maglie di una rete che rappresenta l'evoluzione imprescindibile per quelle amministrazioni pubbliche locali che considerano il servizio al cittadino una vera priorità.
domenica 27 settembre 2015
Un Centro a misura d'uomo.
Le novità generano
curiosità ma anche incertezza e senso di insicurezza; per nostra natura siamo portati all'autoconservazione, spesso il
cambiamento fa paura, genera panico e scatena reazioni istintive e irrazionali.
Quando in questo scenario si inserisce la politica, ecco che
si fa ghiotta l’occasione di giocare sulle emozioni e sulle frasi ad effetto,
quelle che si assorbono molto più in fretta e fanno più colpo nell'immaginario
rispetto alle planimetrie, ai documenti tecnici, lunghi e noiosi, e alle
assemblee pubbliche che ruberebbero le serate davanti alla tv.
Il colpo ad effetto ha la forma di un volantino che recita:
IL COMUNE VORREBBE
CANCELLARE CON UNA PISTA CICLABILE IL NOSTRO CENTRO. IL COMUNE INTENDE
MODIFICARE LA VIABILITÀ RENDENDO A SENSO UNICO LE VIE PAPÀ GIOVANNI,
MARCONI,MATTEOTTI,VENEZIA (in parte)
Risultati immediati:
- Parcheggi in centro diminuiti
- Svalutazione immobili
- Sensi di marcia cambiati
- Congestione di traffico
- Inutile dispendio di denaro pubblico
FIRMA se NON sei
d'accordo
Premesso che ciascuno è libero di firmare ciò che vuole, vado
ad analizzare il documento che si chiede di sottoscrivere.
Il comune vorrebbe cancellare con una pista ciclabile il nostro centro
è una frase ad effetto, lo strillo del giornalista che
vuole attirare l’attenzione sulla notizia, credo che nemmeno chi lo ha scritto
pensi che sia possibile cancellare il centro di un paese con una pista
ciclabile.
La seconda parte del titolo, invece, riporta fedelmente la
realtà dei fatti:
il progetto di messa in sicurezza della viabilità del centro
prevede la realizzazione di alcuni tratti di pista ciclabile che permetteranno
di cucire la parte sud del paese con la parte nord: grazie a questo progetto,
tra un anno le persone, adulti, ragazzi e bambini che abitano nei quartieri a
sud di via Roma, dove le piste ciclabili sono già presenti, potranno
raggiungere in bicicletta e in sicurezza la stazione della metropolitana, l’ufficio postale,
il municipio, l’ASL, il campo sportivo, la bocciofila, il centro anziani, la
parrocchia e i negozi sotto i portici.
Allo stesso modo, i bambini e i ragazzi che abitano a nord
di via Roma potranno raggiungere in bicicletta e in sicurezza l’oratorio, le
scuole, la piscina, le palestre e gli impianti sportivi di viale Trieste. Perché
questa visione si materializzi sarà necessario modificare una parte della
viabilità del centro paese.
Per realizzare la pista ciclabile sull'asse
verticale tra stazione MM e via Roma, le vie Papa Giovanni XXIII e Matteotti
saranno rese a senso unico verso nord e la carreggiata opposta sarà utilizzata
per realizzare, oltre alla pista ciclabile anche un’estensione dell’area
pedonale sulla quale si affacceranno i negozi esistenti sotto i portici, i
quali potranno anche predisporre degli allestimenti all'aperto per accogliere e
servire i propri clienti (tavolini all'aperto, gazebo riscaldabili d’inverno,
etc.).
La via Marconi sarà resa in parte a senso unico verso ovest per realizzare il tratto di pista ciclabile che collegherà quella
esistente in via Cardinal Ferrari e quella di progetto da via Don Verderio
lungo via Roma, al centro cittadino. Via Venezia sarà a senso unico verso nord
per permettere di realizzare il tratto di ciclabile che unirà quella esistente
in Piazza Unità d’Italia (scuola elementare) con il centro cittadino.
Questa è la descrizione del progetto e dei risultati che la
sua realizzazione produrrà, senza nessuna manipolazione della realtà dei fatti.
Adesso confrontiamo questa descrizione con la visione
prospettata dal volantino di cui sopra:
Parcheggi
in centro diminuiti: In via
Matteotti resterà lo stesso numero di parcheggi esistenti oggi, con la sola
differenza che gli undici posti attualmente siti sul lato dei portici verranno ricollocati tra
la ciclabile e la corsia riservata agli autoveicoli. In via Papa Giovanni si
perderanno 25 posti auto che verranno recuperati in aree limitrofe (Piazza
Decorati, Via Volta e via Roma nell'area del distributore di combustibili).
Svalutazione
immobili: La riqualificazione dell’arredo
urbano prevista nel progetto PS1 del PGT genererà l’effetto esattamente
opposto, rivalorizzerà gli immobili residenziali e commerciali che insistono
nelle zone coinvolte.
Sensi di
marcia cambiati: E’ vero, verrà invertito il senso di
marcia di via Kennedy per agevolare il deflusso del traffico in direzione est.
Congestione
di traffico: Il traffico diminuirà del 50% nelle
vie che passeranno da doppio senso di circolazione a senso unico; l’inversione
di via Kennedy agevolerà il deflusso verso est, mentre il deflusso verso ovest
sarà agevolato dalla realizzazione del prolungamento di via Mazzini fino all'incrocio tra via Roma e via Don Verderio (passando all'interno del parcheggio Nokia-Siemens
di cui verrà acquisita una parte) in prossimità del quale verrà realizzata una
rotatoria che renderà più fluido l’inserimento anche da via Don Verderio.
Inutile
dispendio di denaro pubblico: Questa è una valutazione che deve
essere riconsiderata dopo avere preso atto di quanto appena descritto,
rivalutando i pro ed i contro.
Questo è ciò che vorrei che i
cittadini prendessero in considerazione per fare le proprie valutazioni: non si vuole cancellare il centro ma valorizzarlo e renderlo, finalmente, un Centro a misura d'uomo.
Per quanto riguarda lo
scenario politico, osservo alcuni fenomeni interessanti ai quali non mi sono
ancora abituato.
Un esponente della minoranza
consiliare, di lunga militanza politica e professionista del settore edilizia,
racconta ai cittadini che verranno costruiti 40 appartamenti con un progetto di
recupero di un edificio abbandonato da decenni, che in realtà prevede 10 appartamenti,
prendendo una grossa topica sul calcolo dei metri cubi. Lo stesso
professionista racconta ai cittadini che un altro progetto di recupero è stato
pensato con solo 6 posti auto, dimenticandosi di verificare che il progetto
prevede un parcheggio interrato con posti auto più che sufficienti. Un altro
esponente politico rimasto sotto quorum dalle ultime tre tornate elettorali
alle quali ha partecipato, si diletta a dispensare pillole di sapienza e perle
di saggezza, presentandosi, a seconda delle opportunità, come cittadino come
volontario o come semplice esperto di tutto.
Noi lavoriamo per passare
dalle parole ai fatti.
sabato 5 settembre 2015
Impianti a norma e contributi alle famiglie
Il periodo di chiusura delle scuole e di risposo per le associazioni è stato utilizzato per intraprendere alcune azioni che favoriranno il rilancio dello sport, soprattutto dello sport praticato dai cittadini più giovani.
IMPIANTI RINNOVATI
Una delle due tensostrutture di viale Trieste, precedentemente utilizzata principalmente per il pattinaggio, era dotata di una pavimentazione in resina non particolarmente adatta per la pratica di altri sport come, ad esempio, la pallavolo ed il calcio, a causa delle abrasioni che il materiale provocava agli atleti in caso di cadute. Per questo motivo quell'impianto era sottoutilizzato mentre le altre strutture non riuscivano a soddisfare le richieste delle società sportive il cui numero di iscritti è progressivamente aumentato negli anni.
Lo scorso mese di agosto anche questa tensostruttura è stata trasformata in impianto multisport, come la sua gemella, grazie alla stesura di una pavimentazione in PVC di ultima generazione ed il montaggio delle porte di calcetto.
Per realizzare questa operazione abbiamo utilizzato un finanziamento regionale che copre il 50% della spesa sostenuta. A completamento dell'opera è stato anche acquisito un tabellone elettronico che sostituirà il vecchio segnapunti manuale.
Nel 2010 la Federazione Italiana Pallacanestro aveva fatto un sopralluogo presso la palestra di via Radioamatori, in seguito al quale erano state rilevate alcune irregolarità rispetto alle normative prevista per ottenere l'omologazione a disputare i campionati federali. Molte di quelle irregolarità sono state risolte nel tempo, tranne quella relativa alla distanza delle basi dei sostegni per i canestri rispetto alla linea di fondo del campo. In sostanza quelle basi erano troppo vicine al limite del campo di gara costituendo potenziale pericolo di infortunio per i giocatori.
Lo scorso mese di maggio gli ispettori della Federazione Italiana Basket hanno fatto un nuovo sopralluogo in seguito al quale ha revocato l'omologazione della palestra per le partite ufficiali e fissato la scadenza per un'eventuale successiva verifica la mese di settembre. Con procedura di urgenza è stato affidato l'incarico ad un'azienda specializzata che nel corso dell'ultima settimana di agosto ha sostituito i canestri montati su sostegni appoggiati a terra con nuovi canestri montati su strutture sospese e ancorate alle pareti. Contestualmente è stato sostituito il vecchio tabellone segnapunti, non più funzionate da qualche mese, con uno nuovo e la palestra è nuovamente pronta per accogliere bambini, ragazzi ed adulti che affronteranno le 'fatiche' della nuova stagione sportiva.
Da parte nostra, nel corso della stagione sportiva
proseguiremo con le verifiche dello stato degli altri impianti sportivi per
definire le priorità per eventuali ulteriori interventi mantenendo sempre alta
l'attenzione all'utilizzo corretto delle risorse economiche disponibili e
individuando qualsiasi opportunità di finanziamenti da parte degli enti
superiori.
DOTE SPORT
Non solo impianti sportivi ma anche attenzione alle famiglie che, anche a causa della crisi, faticano a permettere la pratica dello sport ai propri bambini.
Non solo impianti sportivi ma anche attenzione alle famiglie che, anche a causa della crisi, faticano a permettere la pratica dello sport ai propri bambini.
Il nostro Programma Amministrativo definisce la pratica motoria come uno degli strumenti più efficaci per la formazione della personalità e del carattere dei soggetti in giovane età, per lo sviluppo ed il mantenimento di un corretto equilibrio psicofisico della persona e per promuovere l'inclusione sociale.
In coerenza con questa visione, lo scorso 2 settembre la Giunta Comunale ha deliberato l'adesione del nostro comune al progetto Dote Sport proposto in via sperimentale dalla regione Lombardia.
La Dote Sport vuole essere uno strumento che, tenendo conto del reddito familiare, intende sostenere l'avvicinamento allo sport anche da parte di quei bambini e ragazzi appartenenti a nuclei familiari in condizioni economiche meno favorevoli ed è rivolta a minori di età compresa fra i 6 e i 17 anni, appartenenti a famiglie residenti in Lombardia, che frequentino nel periodo settembre 2015- giugno 2016 un corso o un'attività sportiva.
L'ammontare massimo del contributo di ciascuna Dote è di euro 200 e non potrà comunque essere superiore alla spesa effettivamente sostenuta e documentata dal beneficiario.
Le domande di ammissione potranno essere presentate secondo tempistiche e modalità che verranno comunicate a breve dall'Ufficio Sport.

PIÙ INFORMAZIONE
A proposito del sito internet comunale, ribadiamo l'impegno a potenziare questo strumento di comunicazione arricchendolo di tutte quelle informazioni che possano essere utili ai cittadini che vogliono praticare l'attività sportiva o assistere agli eventi più importanti che vedranno protagoniste le nostre squadre. Abbiamo iniziato pubblicando due documenti: il primo fornisce tutte le informazioni sulle società sportive che operano a Cassina mentre il secondo è dedicato agli impianti sportivi nei quali si svolgono le varie attività, per ciascuno dei quali è stata creata una scheda dettagliata.
Proseguiremo pubblicando di volta in volta, con la collaborazione delle società stesse, gli avvisi relativi agli incontri delle squadre che partecipano ai campionati.
Buon anno sportivo!
venerdì 31 luglio 2015
PGT: a che punto siamo?
Con l'adozione in consiglio comunale, avvenuta il 13 luglio scorso, il Piano di Governo del Territorio ha raggiunto la tappa di metà percorso. Proprio un anno fa, poche settimane dopo l'avvio formale dell'iter, ci eravamo attivati per ingaggiare la squadra di professionisti che si sarebbe occupata di tradurre su tavole, documenti e procedure, le linee politiche che avevamo delineato nel nostro programma amministrativo e che si possono riassumere in 4 obiettivi:
Tutelare il territorio e "consumo di suolo zero"
Recuperare, riqualificare e rilanciare il patrimonio pubblico
Valorizzare il patrimonio agricolo
Migliorare i servizi
Proprio un anno fa abbiamo definito il cronoprogramma che, a ritmi serrati, ci poterà a raggiungerà la tappa finale entro i termini perentori imposti dalla Regione Lombardia.
La prima parte, che si è conclusa appunto con l'adozione, è stata caratterizzata da lavoro intenso sia sull'aspetto tecnico (confronti con enti superiori, analisi del territorio, redazione documenti etc.) che sull'aspetto politico, dove abbiamo fatto importanti investimenti di tempo per costruire quel processo partecipato sul quale ci siamo impegnati sin dalla campagna elettorale.Un percorso che ha compreso, oltre alla raccolta iniziale delle istanze dei cittadini ed alle commissioni urbanistiche, anche un progetto che ha coinvolto 250 alunni della scuola primaria e l'organizzazione di 8 assemblee pubbliche, di cui 7 nel primo semestre 2015.
Tutelare il territorio e "consumo di suolo zero"
Recuperare, riqualificare e rilanciare il patrimonio pubblico
Valorizzare il patrimonio agricolo
Migliorare i servizi
Proprio un anno fa abbiamo definito il cronoprogramma che, a ritmi serrati, ci poterà a raggiungerà la tappa finale entro i termini perentori imposti dalla Regione Lombardia.
La prima parte, che si è conclusa appunto con l'adozione, è stata caratterizzata da lavoro intenso sia sull'aspetto tecnico (confronti con enti superiori, analisi del territorio, redazione documenti etc.) che sull'aspetto politico, dove abbiamo fatto importanti investimenti di tempo per costruire quel processo partecipato sul quale ci siamo impegnati sin dalla campagna elettorale.Un percorso che ha compreso, oltre alla raccolta iniziale delle istanze dei cittadini ed alle commissioni urbanistiche, anche un progetto che ha coinvolto 250 alunni della scuola primaria e l'organizzazione di 8 assemblee pubbliche, di cui 7 nel primo semestre 2015.
Adesso
parte la seconda fase:
il 29 luglio è stato pubblicato l'Avviso di deposito e messa a disposizione PGT adottato, gli elaborati del PGT resteranno a disposizione fino al 27 agosto presso l'Ufficio Urbanistica e possono sempre essere scaricati dal sito internet comunale.
il 29 luglio è stato pubblicato l'Avviso di deposito e messa a disposizione PGT adottato, gli elaborati del PGT resteranno a disposizione fino al 27 agosto presso l'Ufficio Urbanistica e possono sempre essere scaricati dal sito internet comunale.
Dal 28 agosto fino al 28 settembre potranno essere presentate le osservazioni al Piano di Governo del Territorio, secondo le modalità descritte nell'avviso:
le osservazioni, da redigere in triplice copia su carta semplice, comprensive di eventuali grafici allegati a ciascuna copia e indirizzate al Comune di Cassina de’ Pecchi p.za De Gasperi, 1 cap. 20060, entro il suddetto termine, con le seguenti modalità:
− consegnate direttamente al protocollo generale del Comune di Cassine de’ Pecchi negli orari di apertura al pubblico;
− inviate fax al protocollo generale del Comune di Cassina de’ Pecchi al n. 02/95343248;
− mediante posta certificata indirizzata al seguente indirizzo: protocollo@pec.cassinadepecchi.gov.it
le osservazioni, da redigere in triplice copia su carta semplice, comprensive di eventuali grafici allegati a ciascuna copia e indirizzate al Comune di Cassina de’ Pecchi p.za De Gasperi, 1 cap. 20060, entro il suddetto termine, con le seguenti modalità:
− consegnate direttamente al protocollo generale del Comune di Cassine de’ Pecchi negli orari di apertura al pubblico;
− inviate fax al protocollo generale del Comune di Cassina de’ Pecchi al n. 02/95343248;
− mediante posta certificata indirizzata al seguente indirizzo: protocollo@pec.cassinadepecchi.gov.it
Nel frattempo anche gli enti superiori, Regione, Parco Sud Milano, Città Metropolitana, etc, potranno redigere e depositare le proprie osservazioni, anche se, come si può vedere dal cronoprogramma seguente, avranno molto più tempo a disposizione.
Per ciascuna osservazione verrà redatta una controdeduzione, cioè il parere, positivo o negativo, rispetto all'accoglienza della stessa. Le controdeduzioni verranno portate all'esame del Consiglio Comunale che dovrà esprimersi mediante votazione, determinando quindi l'approvazione finale del Piano di Governo del Territorio prevista per fine anno.
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